L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 luglio 2016

Se l'Europa si concentrasse alla Piena Occupazione Dignitosa anche per i migranti ci sarebbe posto invece questi creano concorrenza al ribasso dei redditi e aiutano a precarizzare il lavoro

Soldi
Migranti, la ricetta Soros: “L’Ue si tassi e ne accolga 300mila l’anno”
Il finanziere si è espresso con un articolo su Foreign Policy

25/07/2016 - “L’Unione europea dovrebbe stabilire un target garantito di almeno 300.000 rifugiati dal Medio Oriente da accogliere e inserire in Europa ogni anno. Un totale che, si spera, potrebbe essere accolto anche da altri Paesi extra-europei. Ciò dovrebbe essere sufficiente a dissuaderli dal rischiare la vita cercando di attraversare il Mediterraneo, specialmente se il raggiungere l’Europa in modo illegale, tramite l’aiuto degli scafisti, comportasse l’esclusione a che venga loro riconosciuto lo status di autentici richiedenti asilo”. Così il finanziere americano George Soros, in un articolo scritto per Foreign Policy, a proposito dell’emergenza migratoria in Europa.

Un’operazione che andrebbe finanziata con un budget da 30 miliardi di euro, una somma che – secondo Soros – non è particolarmente alta, in quanto tutto potrebbe essere finanziato daidebiti e dalle tasse, che prima o poi andranno imposte. Secondo il finanziere, è la stessa Unione europea a non voler mettere in atto politiche di accoglienza efficaci, pur avendo fondi di bilancio inutilizzati: “Manca la volontà politica”.

Intervistato dal Corriere della Sera, Soros ha anche parlato della peculiare situazione italiana dentro l’Unione, specie per quanto concerne il pericolo di una crisi bancaria: “Sono d’accordo sul fatto che l’Italia rappresenti un punto di domanda per l’euro in questo momento. In particolare, lo è per la debolezza del suo sistema bancario. È qualcosa che Matteo Renzi deve trovare il modo di risolvere. Credo che ci sia volontà, certamente da parte della Germania, di essere collaborativi. La Germania sostiene gli sforzi dell’Italia e questo è importante per arrivare a una soluzione”.

“Di certo – prosegue -, ora bisogna aspettare l’esito degli stress test dell’Autorità bancaria europea sugli istituti alla fine di luglio”. Sul bail-in, Soros ritiene che “vada trovato un qualche punto di compromesso in base al quale il bail-in si applica agli investitori istituzionali che hanno quei titoli di debito, ma il pubblico verrebbe compensato perché non era stato informato adeguatamente dei rischi”.

Un cenno anche alla situazione politica italiana Un commento e in particolare sulla temuta (nei consessi economici internazionali) ascesa del M5S: “Sono meno preoccupato di questo. Credo che Renzi sia abbastanza abile, è un politico molto abile, da non permettere che si arrivi a un referendumche lui rischia di perdere”.

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