L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 28 luglio 2016

Strategia della Paura - e gli strateghi si fregano le mani, questi episodi sono il cacio sui maccheroni

Attacco a Rouen, Cardini: “Occidente cristiano? Mi viene da ridere. La trappola della Guerra Santa"
27 luglio 2016  Lucia Bigozzi


“Nessuna escalation per colpire i luoghi della cristianità. Piuttosto si tratta di una mìmesi psicotico-criminale che conoscevamo anche prima”. Insomma una tendenza all’emulazione che Franco Cardini argomenta nella conversazione con Intelligonews analizzando cosa c’è dietro all’attacco alla chiesa di Rouen. Per lo storico, esperto di Islam i casi che si stanno moltiplicando “costituiscono la variabile islamista di una epidemia psicotica di cui c’è traccia un po’ in tutto il mondo”. 

L’attacco in una chiesa cattolica con un sacerdote sgozzato è una novità di cui tenere conto nell’ottica di un’escalation oppure rientra nella dinamica del terrorismo islamico che abbiamo visto finora?
"La mia personalissima idea sarebbe di no, cioè non esiste un’escalation razionale del tipo: ‘adesso passiamo dall’attaccare le redazioni dei giornali, o i bar o i locali pubblici alle chiese perché gli occidentali devono capire una volta per tutte che questa è sul serio una guerra di religione’. A parte il fatto che considerare noi occidentali cristiani lo può fare solo qualche ingenuo musulmano. Ciò premesso, secondo me non c’è tutto questo. Come cultore ed esperto di queste materie per averle studiate a lungo, dico che sarebbe bene contravvenire alla norma giornalistica per cui si deve parlare subito anche quando non si sanno le cose, e una volta tanto aspettare e fare emergere la realtà. E’ il tempo che ci dirà se veramente c’è un’escalation in questa direzione".


Ma in base alla sua esperienza che valutazione dà?
"Sulla base della mia esperienza affermo che qui siamo davanti a una cosa certamente gravissima ma che rientra piuttosto in quella tipologia della mimesi psicotico-criminale che conoscevamo anche prima. Esempio: il tizio si suicida con lo scarico dell’automobile, e nel mondo subito dopo altre persone fanno lo stesso. In America c’è stato lo psicotico che magari spara sui bambini delle scuole o ai neri o ai poliziotti, qui si tratta di uno psicotico in qualche modo collegato all’Islam perché è di famiglia musulmana, per una serie di svariate ragioni che riguardano la sua esistenza e il suo rapporto con la realtà dove vive, allora si crea un universo del tutto immaginario di soldato fedele di Allah. Questi casi si stanno moltiplicando ma costituiscono la variabile islamista di una epidemia psicotica di cui c’è traccia un po’ in tutto il mondo e che prende varie forme. Ora, che la psicotica islamista possa essere utilizzata dagli islamisti veri, se non altro perché il Califfo le rivendica o perché possono essere modelli per nuovi attentati p certamente vero ma è diverso dal dire c’è una volontà precisa, sistematica che decide che pè maturo il tempo per colpire i simboli della fede cristiana in quella che secondo i musulmani poco informati – quelli che hanno studiato in Occidente lo sanno bene – è la culla del Cristianesimo. E’ indubitabile che a Roma ci sia il Papa, ma se a me dicono che l’Occidente è cristiano, a me scappa da ridere…".

Nessun commento:

Posta un commento