L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 luglio 2016

Strategia della Paura - Hollande sta giocando sporco sulla pelle dei suoi cittadini


Hollande ordina a Nizza: cancellate tutte quelle immagini. 

Maurizio Blondet 22 luglio 2016 

Il municipio di Nizza ha ricevuto una ingiunzione di sequestro dalla Procura di Parigi: cancelli “completamente” le 24 ore di immagini riprese da sei telecamere di sorveglianza (specificamente nominate e numerate) che hanno ripreso l’attentato del 14 luglio, e anche “tutte le scene che dall’inizio dell’attentato hanno avuto luogo sulla Promenade des Anglais”.

Lo denuncia il Figaro – si noti, il più mainstream del giornali – riportando una frase pronunciata da una (anonima) fonte del Comune di Nizza: “E’ la prima volta che ci si chiede di distruggere delle prove”. Aggiungendo: “La città di Nizza e il centro di videosorveglianza potrebbero essere perseguiti se lo fanno, e del resto gli agenti responsabili del dispositivo non hanno la prerogativa di fare tali operazioni”. La richiesta (continua il Figaro) sembra tanto più stupefacente perché lo SDAT (Sotto-Direzione Antiterrorismo, una specie di Digos) ha inviato da venerdì del personale allo scopo di recuperare le 30 mila ore di videosorveglianza legata ai noti eventi. La Procura di Parigi (il Parquet) richiesta di spiegazioni dal Figaro, ha spiegato che la misura mira a “evitare la diffusione non controllata e non padroneggiata di immagini” (sic). Quanto alla polizia nazionale, ecco la sua ‘spiegazione’, se così si può chiamare: “Sulle mille telecamere istallate a Nizza, 140 presentavano elementi d’inchiesta interessanti. La polizia giudiziaria ha recuperato il cento per cento di queste immagini. La Polizie e il Parquet hanno chiesto di cancellare le immagini di queste 140 per evitarne l’utilizzo malevolo, preoccupati per la dignità delle vittime e la ripresa di queste immagini da siti jihadisti a scopi di propaganda”. La distruzione deve essere ‘completa’ perché, ecco completata la spiegazione, è impossibile procedere a distruzione parziale di questo tipo di materiali.

Fin da sabato l’Eliseo (ossia Hollande) aveva chiesto di avere le copie delle immagini dell’attentato, che gli sono state recapitate in CD. La polizia giudiziaria era stata precipitata già poche ore dopo per fare “una recensione delle telecamere in presa diretta con gli eventi”. “Bisognerà cancellare anche quel CD?”, dice sarcastica una fonte a Nizza.

La cosa più stupefacente è che siano dei media mainstream a non accettare le “versione ufficiale”. L’altro ieri è stata Libération a rivelare quel che i nostri lettori sapevano già da un giorno, ossia che la Promenade, quella sera, “non era protetta dalla polizia nazionale” ma solo da una piccola transenna dei vigili urbani – perché la polizia, che fino a poche ore prima aveva sbarrato il lungomare con due furgoni messi di traverso durante la parata militare, se n’era andata. Incredibile la reazione contro il giornale della gauche-caviar del ministro dell’Interno: “Complottisti!”. Valls ha fatto l’offeso: “Intollerabile che si dubiti della parola del governo. Siamo trasparenti”.


Adesso è la volta del Figaro. (che sta con Sarkozy). Vedremo gli sviluppi nelle prossime ore. Probabilmente Hollande invidia in queste ore Erdogan, che in nome della lotta al terrorismo islamico sbatte in galera i giornalisti e li sostituisce con i suoi servi. Ma anche questa pretesa, di cancellare elementi di prova, dimostra due cose: che Hollande ha qualcosa da nascondere, ovvio; ma soprattutto, che in un paese europeo, e in quello in cui è nata la ‘democrazia’, al potere si covino pulsioni dispotiche. Impunite.

Il governo ancora non ha spiegato quello strano video preso da qualcuno subito dopo che il camion bianco s’è fermato crivellato di colpi, in cui degli agenti armati (o con la divisa di agenti) buttano a terra un individuo, lo picchiano e lo portano via. Eppure si poteva ammettere: nella tensione e confusione del momento, i nostri agenti hanno commesso un errore di persona, hanno pestato uno che non c’entrava…

Se volete sapere come mai il vostro modesto cronista ha denunciato prima di Libé che quella sera la polizia aveva rimosso gli sbarramenti poche ore prima dell’attentato, la risposta è facile: leggendo su Panamza, il sito del giornalista blogger Hicham Hamza (francesissimo d’origine maghrebina), che per le sue rivelazioni è perseguito da non so se sei o sette denunce dal governo Valls. Se visitate il sito anche oggi, vedrete altri video interessanti.

Quello dove un sopravvissuto alla strage, un turista russo di nome Bai Parchoev, dal lettino del pronto soccorso, testimonia: “Non capisco perché si continui a parlare di ‘un’ terrorista. Erano due! Uno guidava, e l’altro sul sedile passeggeri – quello che ha sparato” ( Mohamed Lahouaiej Bouhlel ha sparato con la sua pistola 7.65 ad un agente che ha cercato di affiancarlo. Come si ricorderà, un giudice ha ammesso che il cadavere del LGBT-radicalizzato-improvvisamente era sul sedile passeggeri, non alla guida)


C’è anche la testimonianza in video di una ragazzina, presente alla strage, che ha visto “un uomo armato uscire dal camion”…ma non vorrete credere a una bambinetta. Credete ad Hollande .

C’è anche la storia di Richard Gutjahr, strana figura attore-e-giornalista tedesco, che era lì e ‘’per caso’ ed ha filmato la corsa stragista del camion, gridando subito (si sente nel suo video) “Attentato terroristico!”: aveva già capito tutto. Come mai? Forse perché questo Gutjahr è sposato con l’isrealiana a Einat Wilf; che non è solo un’israeliana, ma anche una ex deputata della Knesset, del partito di Netanyahu, e uscita dai servizi d’intelligence militari.


Abbiamo già raccontato del turista Damien Zamon che ha detto al Telegraph: non sono andato a vedere i fuochi d’artificio, perché mio padre – Israel Zamon – mi ha supplicato di non andare sulla Promenade, ché ci sarebbe stato un attentato. Israel Zamon.


Tutto su Panamnza.

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