L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 luglio 2016

Strategia della Paura - il governo francese più insiste e più fa capire di nascondere qualcosa

Nizza: Valls, accuse su videosorveglianza sono indegne
Cazeneuve, ha parlato di "gravi accuse" e annunciato una querela

FOTO
Fiori e messaggi sulla Promenade des Anglais © ANSA/AP

Redazione ANSAPARIGI
25 luglio 2016 09:54 NEWS

Dopo le accuse di Sandra Bertin, la responsabile della videosorveglianza di Nizza, in merito alle presunte pressioni del governo affinché mentisse sul posizionamento della Police Nationale, il premier francese Manuel Valls denuncia una "polemica puramente politica che punta a destabilizzare il governo" e ribadisce il suo appoggio al ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve. "Tutto questo è indegno", ha continuato Valls intervistato questa mattina da BFM-TV-Radio RMC. Domenica, anche il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, ha parlato di "gravi accuse" e annunciato una querela per "diffamazione".

Intervistata dal Journal du Dumanche, Sandra Bertin, il capo del centro di supervisione urbana (Csu) di Nizza, ha detto che all'indomani della strage è stata tenuta "per un'ora al telefono" da un funzionario del ministero dell'Interno che le ha commissionato un rapporto sul dispositivo di sicurezza sulla Promenade des Anglais chiedendole di indicare la presenza della Police Nationale "che però io non vedevo sullo schermo".

Dopo lo scoop dei giorni scorsi di Libération sulla presenza dei soli vigili urbani al primo posto di blocco della Promenade, sono così riesplose le polemiche contro il governo. Secondo Sandra Bertin, che la sera del 14 luglio era di servizio, un rappresentante del ministero dell'Interno le ha chiesto di segnalare la presenza della Police Nationale nei luoghi dell'attacco. "Ho (...) avuto a che fare con una persona che andava molto di fretta e che mi ha chiesto un resoconto in cui dovevo segnalare la presenza della polizia municipale, delle barriere, e di precisare bene che (nelle immagini della videosorveglianza, ndr.) si vedeva anche la Police Nationale in due punti del dispositivo di sicurezza. Ho risposto che avrei indicato solo quello che vedevo". "Può anche essere che la Police Nationale ci fosse, ma in ogni caso non mi è apparsa sui video".

Sempre secondo la sua testimonianza al Journal du Dimanche, l'interlocutore di Parigi le ha allora chiesto di inviargli via mail "una versione modificabile del rapporto". "Mi hanno tormentata per un'ora, mi è stato ordinato di indicare delle posizioni specifiche della Police Nationale che io non vedevo sullo schermo", deplora la funzionaria e sindacalista della SAFPT, aggiungendo: "Alla fine ho inviato via mail una versione PDF non modificabile e un'altra modificabile".

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