L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 luglio 2016

Strategia della Paura - sempre di più utilizzata a piene mani. NON ci devono essere alternative a questo stato di cose

Rouen, Fusaro: “Versione che raccontano non è convincente. Islam non c'entra e occhio a chi colpiscono"
28 luglio 2016 ore 15:22, Lucia Bigozzi






“Ancora una volta è stato colpito uno del popolo, non un globalista. Non so siamo al suicidio dell’Occidente, forse un omicidio che qualcuno, non esterno all’Occidente e alla sua mentalità, sta perpetrando ai danni dell’Occidente stesso mettendolo contro l’Oriente e andando a utilizzare una strategia della tensione come quella usata in Italia negli anni che furono, facendoci credere che il nemico sia l’Islam, non il terrorismo della finanza occidentalissima”. Lettura fuori dagli schemi quella di Diego Fusaro, filosofo, nella conversazione con Intelligonews sulla strage di Rouen. Sullo sfondo un disegno…
Attentato a Rouen, dai centri commerciali alle chiese: cosa è cambiato?

"Intanto diciamo che ancora una volta è stato colpito uno del popolo, perché hanno colpito non un finanziere, un globalista, un delocalizzatore, bensì una persona del popolo come può essere un prete di provincia, come lo sventurato che ha patito sulla propria pelle questo attacco. Lo dico sempre: gli attentati colpiscono sempre e solo la povera gente, curiosamente, e mai i centri della finanza, del potere. Dai centri commerciali alle chiese: essenzialmente cambia il fatto che non si può più stare sicuri, quindi ci saranno più controlli, più sicurezza, più violazioni della privacy, meno libertà probabilmente anche di pensiero e così via". 

A chi dice che gli attentatori sono psicopatici nichilisti lei cosa risponde?

"Chi lo sa, bisognerebbe essere nella testa degli attentatori. Che siano nichilisti è evidente, perché chi si fa saltare in aria per uccidere altre persone senza creare nulla, senza alcun valore è un nichilista compiuto e quindi dal mio punto di vista ha molto più a che fare col nichilismo occidentale che non con l’Islam. Che siano dei casi clinici, mah chi lo sa… può darsi. Sicuramente la versione che ci raccontano non è convincente, va messa in discussione criticamente".




Siamo al suicidio della cristianità e dell’Occidente? 

"Non so se sia un suicidio oppure no. Forse un omicidio che qualcuno a mio giudizio, non esterno all’Occidente e alla sua mentalità sta perpetrando ai danni dell’Occidente stesso mettendolo contro l’Oriente e in qualche modo andando a utilizzare una strategia della tensione come quella utilizzata in Italia negli anni che furono, facendoci credere che il nemico sia l’Islam, l’Oriente quindi non il terrorismo della finanza occidentalissima".

Si riferisce agli anni delle Brigate Rosse? 

"Sì, con la differenza che in quegli anni - a parte il fatto che bisogna appurare chi fossero le Br o i gruppi della destra radicale – c’erano attentati che colpivano luoghi pubblici, ma talvolta anche personaggi di spicco della politica o del giornalismo, ovviamente con questo non voglio giustificare, anzi va condannato sempre. Oggi, invece, vengono colpite solo le masse".

Secondo lei gli attentatori sono figli dell’Islam o del nichilismo? 

"Con l’Islam secondo me queste persone non c’entrano niente, o meglio possono utilizzarlo in maniera del tutto arbitraria, tant’è che se si ascoltano le intercettazioni, varie volte salta fuori che alcuni che sono islamici dicono ‘ma che cavolo vuoi fare…’. Chi dice che è l’Islam a produrre questo o è ignorante o in cattiva fede e ha letto troppa Fallaci o Huntington e dovrebbe leggersi un po’ di cose più serie". 

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