L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 luglio 2016

Torino&Firenze - dopo le amministrative gli inciuci tra le partecipate perdono slancio, il giglio magico massonico mafioso euroimbecille ci ripensa


Gestione delle partecipate del Comune

Noferi e Xekalos (M5S): “Banca Etruria, fusione Mukki, nuovo stadio e le strane coincidenze che li legano”

Immagine articolo - Il sito d'Italia
“La gestione delle partecipate del Comune lascia sempre più perplessi, per non dire peggio.
Dopo Publiacqua e le responsabilità tutte da accertare nel crollo di Lungarno Torrigiani, continua la saga sulla Centrale del Latte di Firenze che il Comune ha deciso di fondere con la Centrale del Latte di Torino dimenticandosi di considerare il valore del marchio MUKKI.
Operazione – commentano le consigliere del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi e Arianna Xekalos – più volte contestata da noi del M5S fiorentino per diversi motivi, fra cui principalmente:
1) la mancanza di tutele per i lavoratori e allevatori data l’inesistenza di un piano industriale;
2) la mancanza attualizzazione del marchio Mukki considerato solo a costo storico;
3) dubbi sul calcolo del rapporto di concambio delle azioni;
4) gli incarichi del futuro cda dati ai precedenti amministratori che altrimenti si sarebbero ritrovati nullafacenti;
5) la svalutazione delle quote che sarebbe seguita all’emissione di 8 milioni di Euro di azioni prevista dall’accordo di fusione;
6) l’acquisto delle quote del Comune di Campiglia da parte di Parmalat come preludio alla scalata al futuro acquisto di azioni.
Ovviamente la Giunta e i consiglieri del PD ci sono saltati addosso dandoci di incompetenti e di visionarie complottiste, mentre i media tacevano noncuranti dei segnali di allarme che lanciavamo.
Il 27 giugno scorso improvvisamente si squarcia un velo e su diversi organi di informazione compaiono comunicati di segno opposto, asettici, senza una riga di commento e/o un barlume di collegamento fra il progetto di fusione così come magistralmente architettato dall’assessore Perra:
A) quotidiano La Nazione
B) Controradio
http://www.controradio.it/mukki-e-fondo-garanzia-affossano-conti-2015-fidi/
C) Sole 24 Ore
http://www.toscana24.ilsole24ore.com/art/oggi/2016-06-27/fidi-toscana-ro...
In sintesi, Fidi Toscana, socia della Centrale del Latte, che ha votato per il si alla fusione con Torino, improvvisamente si rende conto che l’operazione comporterà la svalutazione delle quote da lei possedute per ben 13,8 milioni di Euro, per cui adegua il suo bilancio portandolo in perdita.
Geni della finanza o geni della politica?
Dovrà fare la stessa cosa anche il Comune di Firenze? E come giustificherà ai cittadini questa perdita di valore della partecipata?
Ce ne sarebbe già abbastanza per far accendere i riflettori su questa vicenda da parte della Corte dei Conti e capire chi e perché ha voluto svendere la Centrale del Latte.
La vicinanza dello stabilimento Mukki alla Mercafir, dove guarda caso, grandi imprenditori hanno intravisto la possibilità di costruire un nuovo stadio con annessa cittadella dello sport è un particolare che diventa sempre meno insignificante.
Se non bastasse, ieri con la presentazione del libro di Davide Vecchi a Firenze “Matteo Renzi Il prezzo del potere” , abbiamo potuto consultare i documenti allegati fra cui il provvedimento con il quale Banca d’Italia riscontra gravi irregolarità da parte del cda di Banca Etruria e commina pesanti sanzioni non solo a Pier Luigi Boschi, padre del Ministro, ma anche ai componenti del cda in carica fino ai primi mesi del 2014.
Scorrendo fra i nomi degli ex-amministratori si legge anche il nome di Enrico Fazzini, partner dello Studio Fazzini che nel gennaio 2016 ha redatto per conto del consiglio di amministrazione di Mukki la relazione sull’operazione di fusione con Torino e sancito la congruità del rapporto di concambio così sfavorevole per la Centrale del Latte di Firenze.
Altra strana coincidenza che andrebbe evidenziata e spiegata, ma che mette in allarme circa l’opportunità di conferire tale incarico proprio allo Studio Fazzini.
Vedremo – concludono le consigliere del Movimento 5 Stelle Arianna Xekalos e Silvia Noferi – chi al di là delle generiche affermazioni sulla grandiosità del progetto di fusione saprà entrare nel merito e dipanare, al di là di ogni ragionevole dubbio, tutte le questioni che tornano adesso prepotentemente sul tavolo della politica”.

http://www.ilsitodifirenze.it/content/317-noferi-e-xekalos-m5s-%E2%80%9Cbanca-etruria-fusione-mukki-nuovo-stadio-e-le-strane-coincidenze-c 

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