L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 agosto 2016

Fuori dall’€uro subito! Ora! Non c’è più tempo

agosto 12, 2016 posted by Giuseppe Palma
PIL SECONDO TRIMESTRE 2016: SI FERMA QUEL POCO DI CRESCITA DELL’ECONOMIA ITALIANA. COSA VUOL DIRE? 



L’Istat registra crescita ZERO nel secondo trimestre 2016!

Ma partiamo dall’inizio.

Lì dove gli aggiustamenti non possono avvenire sul cambio (essendo l’€uro un accordo di cambi fissi), avvengono sui salari e sulla qualità occupazionale. In altre parole, il peso della competitività – nell’eurozona – non è più scaricato sulla moneta bensì sul lavoro!

E infatti la riforma Fornero prima, e il jobs act poi, vanno esattamente in questa direzione.

Tuttavia, a dare un grande aiuto all’economia italiana sono intervenuti sia Mario Draghi (BCE) con il Quantitative Easing che il governo Renzi con la decontribuzione.

Ciononostante, la disoccupazione in Italia resta altissima (siamo all’11,6%, mentre nel 2011 era all’8,8%) e il PIL rallenta, registrando una battuta d’arresto nel secondo trimestre 2016 (zero!).

A questo punto, in considerazione del fatto che il governo Renzi aveva previsto per quest’anno una crescita del PIL di un + 1,7% (poi rivista a ribasso ma comunque intorno all’1,5%), e se ci va bene chiuderemo il 2016 con un + 0,6/0,7%, ciò comporterà l’adozione di ulteriori misure lacrime e sangue anche alla luce del fatto che laCommissione europea ci ha imposto – per il 2017 – di mantenere il rapporto deficit/PIL all’interno di un misero 1,8% (per poi fare pareggio di bilancio, cioè ZERO spesa a deficit, a partire dal 2019). Per dirla con parole povere, il governo Renzi (per compensare la minore crescita) dovrà trovare circa 16-18 miliardi di euro in più, quindi – con ogni probabilità – scatteranno le clausole di salvaguardia (tra le quali l’aumento dell’IVA al 25,5% e delle accise sulla benzina).

Ora. Non vi viene in mente che il problema sia proprio l’€uro? Una moneta completamente sbagliata per la nostra economia. Del resto, la scusa che l’Italia “non fa le riforme” non regge più: il mercato del lavoro è stato ampiamente riformato esattamente come voleva l’UE, stesso dicasi per la Costituzione (sperando che il popolo bocci la “schiforma”) e la pubblica amministrazione. In più vi sono stati la totale informatizzazione del processo civile e i famosi 80 euro…
Continuando di questo passo, stando alle folli ricette dei sostenitori dell’€uro, dell’Italia resterà solo il nome.

La responsabilità di quanto è avvenuto e sta avvenendo è solo ed esclusivamente di una moneta unica totalmente sbagliata, generatrice di morte e disperazione. Accompagnata dai parametri forcaioli previsti dai Trattati europei, addirittura rivisti a ribasso dalla Commissione europea. Aspettando l’entrata in vigore del fiscal compact (2019).

Fuori dall’€uro subito! Ora! Non c’è più tempo.

Giuseppe PALMA
(autore di 19 libri, tra i quali: “figli destituenti”, “il tradimento della Costituzione”, “il male assoluto”, “€urocrimine” e tantissimi altri…).

Nessun commento:

Posta un commento