L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 agosto 2016

Libia - quanti guai abbiamo e stiamo combinando

Fermare la guerra, si dimetta il governo

11.08.2016 Peppe Sini
Fermare la guerra, si dimetta il governo
(Foto di mikecrissflick via Foter.com / CC BY-NC-SA)
Il governo italiano ha ammesso di aver gia’ inviato segretamente truppe in Libia.
La cosa piu’ folle e scellerata che si potesse fare ed insieme la piu’ tragicamente coerente con la politica guerrafondaia, avventurista e golpista dell’esecutivo attuale.
E’ un governo di irresponsabili, di insipienti e di fuorilegge.
Che un Parlamento da operetta, incapace di svolgere il suo ruolo, non ha saputo contrastare nei suoi deliri, costantemente avallando a posteriori ogni sciagurata demenza del gabinetto in carica.
Con un Presidente della Repubblica dedito perlopiu’ a vacui esercizi retorici e latitante quando si tratta di difendere la legalita’ repubblicana, che rinuncia a difendere il decisivo articolo 11 della Costituzione che si apre con le lapidarie, inequivocabili parole “L’Italia ripudia la guerra”.
L’Italia si trova ancora illegalmente ed insensatamente in guerra: sia nel teatro afgano, sia in quello siro-iracheno, sia in quello libico.
Sperpera ingentissime risorse pubbliche in pro della guerra, della guerra assassina.
Rifornisce di armi e servizi dittature terroriste.
E partecipa di alleanze militari terroriste e stragiste.
Nel vortice della terza guerra mondiale a pezzi.
Cessi immediatamente l’illegale e folle partecipazione italiana alla guerra.
Si dimetta il governo.
Solo la pace salva le vite.

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo

Viterbo, 11 agosto 2016

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