L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 8 agosto 2016

Messagero, Repubblica, la Stampa e il Corriere della Sera sono i capibastoni della macchina del fango che schizza veleno sulla giunta Raggi, non sopportano che Roma diventi pulita

Una domanda sugli attacchi a Paola Muraro:

Vedo che su  Paola  Muraro, neo-assessore della giunta romana del 5 Stelle, sono aperti, dice il Corriere gongolante, “3 filoni di indagine”. Sono al vaglio degli inquirenti (e golosamente riprese dai media) certe telefonate che l’ex consulente  ha fatto con dei pregiudicati.
Ora,  suggerisco un semplice esperimento.  1) Si prenda la guida telefonica interna del Comune di Roma, delle sue aziende, delle sue municipalizzate. 2) Si componga un numero a caso fra quelli nella guida; ATAC, AMA, ACEA; Aeroporti,  Servizi per la Mobilità, Metropolitana, Pizzardoni.
La persona che risponderà è sicuramente: a) un pregiudicato; b) uno su cui è aperto un fascicolo; c) un pregiudicabile appena appena si indaghi; d)  un percettore di tangenti per ora sfuggito  all’attenzione dei CC o delle Fiamme Gialle; e) un  parassita  incapace e un fancazzista, che magari nemmeno risponde al telefono perché è a fare shopping,   dopo aver timbrato il cartellino.
Domanda: il problema è la Muraro, oppure l’associazione a delinquere  di stampo mafioso, chiamata genericamente “Comune di Roma”? La Muraro, o la burocrazia  farabutta, alimentata da fondi pubblici  illimitati, che lo Stato gli paga a pié di lista e senza esigere rendiconto, e dunque   esistente al solo scopo di intascare, sprecare,  dirigere   quei fondi agli amici degli amici, in cambio di tangenti?
Quella burocrazia non raccoglie i rifiuti; non fa’ funzionare i  bus; non regola il traffico;  non tiene nemmeno registri contabili (a che servono?  Lo Stato  copre   comunque il rosso). La sua unica attività è  il furto dei soldi pubblici, lo spreco, e l’intasco di stipendi e tangenti: unica attività in cui è efficientissima.  E’ un intreccio di  organizzazioni criminali intrecciate coi delinquenti politici,  inamovibili.
Quando era consulente della AMA, la signora Muraro  se alzava il telefono non poteva far altro che parlare, lo volesse o no, con 1) un pregiudicato, 2) un pregiudicabile, 3) un   parassita perlomeno fancazzista, incompetente, assenteista e ruba-stipendio.
Ci sono sue telefonate “senza rilevanza penale” a Salvatore Buzzi, il capo della  famosa  cooperativa 29 giugno.  Una domanda: ricordiamo che quella era  una cooperativa  di pregiudicati? Nata  apposta per dar lavoro a delinquenti usciti dal carcere? Ci ricordiamo che solo a questo titolo la cooperativa riceveva  commesse e appalti dal Comune  di Roma?  Insomma: una cooperativa di incensurati e di onesti non avrebbe ottenuto nessuno degli incarichi lucrosi che Buzzi otteneva  solo   nella sua qualità di  condannato a 30 anni per omicidio e capo di una forza-lavoro di ex galeotti.  Che magari cercavano di redimersi. Il fatto è che  dovevano chiedere commesse,  appalti  e lavoro  a quella  ultrapotente organizzazione criminale chiamata “Comune di Roma”. E’ stata questa organizzazione a rimettere i poveri pregiudicati sulla strada del crimine.
I media che istigano  la polemica sperando che il 5 Stelle si spacchi,  la Raggi si dimetta  e la nuova  giunta naufraghi,   non fanno che tenere bordone a questa associazione a delinquere.. Perché ne desiderano la durata eterna?

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