L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 agosto 2016

Procura di Catanzaro - non si ferma l'attività dei magistrati

Lamezia: sequestro beni per 200 milioni a Salvatore Mazzei

Mercoledì, 10 Agosto 2016 12:51



Lamezia Terme - Beni mobili ed immobili per circa 200 milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri del Noe e del Comando provinciale di Catanzaro all'imprenditore Salvatore Mazzei, di 60 anni, di Lamezia Terme. L’odierno provvedimento di “sequestro urgente”, emesso dal Tribunale di Catanzaro – Ufficio Misure di Prevenzione, su richiesta del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, dell’Aggiunto Giovanni Bombardieri e dei Sost. Proc. Elio Romano e Fabiana Rapino, scaturisce a seguito della trasmissione all’A.G. di Catanzaro, da parte della Suprema Corte di Cassazione che ha dichiarato l’incompetenza funzionale della procura della Repubblica di Lamezia Terme, del procedimento relativo al sequestro e la successiva confisca effettuate nel 2011 da parte del Tribunale di Catanzaro e confermata in appello nel 2012 da parte della locale Corte di Appello.

L’indagine, avviata nella primavera del 2011 da parte dei Carabinieri del NOE, inizialmente per attività finalizzate a violazioni di matrice ambientale, “ha consentito, in progressione, di accertare l’inserimento di Mazzei all’interno di strutture criminali di ‘ndragheta i cui esiti venivano riferiti alla Procura di Lamezia che inoltrava al Tribunale di Catanzaro richiesta di sequestri beni, in relazione alla normativa antimafia”. I sigilli sono stati apposti a: 26 società, 67 fabbricati, 176 appezzamenti di terreni, 29 veicoli, cinque auto; dieci macchine per cantieri e un motociclo.

Nessun commento:

Posta un commento