L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 29 settembre 2016

Comune di San Lazzaro - una delle cosche del Pd aveva minacciata la sindaca che aveva fermato la colata di cemento speculativa oggi possibile rinvio a giudizio

"Pressioni e minacce al sindaco di San Lazzaro", sette rischiano il processo



"Colata di Idice", la prima cittadina fermò il maxiprogetto edilizio. La Procura invia gli avvisi di fine indagine che possono portare alla richiesta di rinvio a giudizio

28 settembre 2016

BOLOGNA - Indebite pressioni e insistite minacce nei confronti del sindaco di San Lazzaro Isabella Conti, esponente dem, che aveva dato lo stop a un enorme insediamento edilizio nella frazione di Idice. E' l'accusa che la Procura di Bologna muove a sette tra politici e amministratori dello stesso partito, esponenti di Legacoop e delle imprese, chiudendo l'inchiesta sulla 'Colata di Idice'. Gli avvisi di fine indagine, atti che possono precedere una richiesta di giudizio, sono stati inviati per minaccia a corpo politico e amministrativo a Simone Gamberini e Rita Ghedini, direttore e presidente Legacoop Bologna; a Massimo Venturoli, legale rappresentante della Palazzi Srl, a Stefano Sermenghi, sindaco di Castenaso, all'ex sindaco di San Lazzaro Aldo Bacchiocchi, al presidente dei revisori del Comune Germano Camellini e al tesoriere del Pd di Bologna Carlo Castelli.

Quando nell'autunno del 2014 la giunta comunale si accingeva a fermare il progetto perché mancavano le fiddejussioni bancarie, secondo la Procura gli indagati, "per evidente comunanza di interessi economici con i soggetti attuatori", mettevano in atto "una convergente, anche se non necessariamente soggettivamente coordinata, attività di indebita pressione a vario titolo e con diversi toni, esercitata per sollecitare proprio la prosecuzione della procedura, pur nell'assenza dei presupposti", tra cui "di primario rilievo per gli interessi pubblici", le necessarie garanzie fideiussorie.

Isabella Conti "si doveva tenere pronta" perché "le sarebbero venuti addosso", è la frase attribuita dalla Procura di Bologna a Simone Gamberini, ex sindaco di casalecchio. Ma chi le sarebbe "andato addosso"? Secondo i pm, gli imprenditori interessati al progetto. Contattando più volte Conti, Gamberini le aveva anche suggerito di "prendersi un caffé" proprio con i rappresentanti delle società interessate. Al direttore di Legacoop Bologna la Procura contesta inoltre le parole "una denuncia non si nega a nessuno",
sostenendo che a breve gli stessi soggetti interessati, denunciando la dirigente dell'Urbanistica del Comune, sarebbero riusciti a colpire anche il sindaco. A Ghedini, ex senatrice Pd, è contestato di aver rappresentato a Conti come l'atteggiamento adottato dall'amministrazione portasse al configurarsi di un danno erariale per il Comune e che quindi il sindaco avrebbe dovuto trovare soluzioni amministrative per "poter non far azzerare i diritti edificatori".

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