L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 settembre 2016

Deutsche Bank - 75 mila miliardi di derivati la porteranno a fondo e la Merkel e non solo interverranno e come interverranno

Deutsche Bank, Merkel non cede alle sirene del bail-out. Applausi da Bruxelles

Mentre a Roma scalpitano per trovare una soluzione pubblica al salvataggio di Mps a Berlino non hanno alcuna intenzione di correre in aiuto di Deutsche Bank


Deutsche Bank, Merkel non interviene

Quando nel 2014 i ventotto Stati che fanno parte dell'Unione europea e gli eurodeputati (espressione del popolo europeo) votarono il bail-in la notizia fu acclamata da tutti come la svolta. Per la prima volta, dopo il crollo dei mercati finanziari dovuto al crack di Lehman Brothers, gli istituti finanziari non sarebbero piú stati salvati con denaro pubblico. Il bail-in (salvataggio dall'interno) si inserisce nel piú ampio progetto di Unione bancaria che l'Europa ha varato per rendere piú sicuro il settore e che prevede anche la supervisione da parte della Bce delle banche sistemiche (quelle cioé piú grandi) e di un meccanismo di salvataggio europeo.

Con il bail-in niente piú salvataggi pubblici delle banche

Il principio del bail-in é che se una banca naviga in cattive acque, magari perché ha giocato troppo con derivati e strumenti finanziari rischiosi, a pagare non deve essere la collettività, ma gli azionisti e chi ha acquistato obbligazioni subordinate dell'Istituto. 'Non pagherà piú pantalone per gli azzardi di Wall Street', era il mantra che si ripeteva in Italia e a Bruxelles.

Il caso del Montepaschi scuote l'Italia

Anche in Italia tutti d'accordo. Poi é arrivata Monte dei Paschi e lo schema sembra essersi ribaltato con l'Italia che accusa la matrigna Europa di non permettere allo Stato di intervenire per ripianare le casse dell'Istituto senese. Una giravolta che a Bruxelles vivono con malessere. 'La soluzione non puó essere pubblica', dicono nei corridoi di Bruxelles e Francoforte. 'O la banca trova i soldi per un aumento di capitale o viene acquisita da un'altro gruppo o a rimetterci saranno gli investitori'.

Il rischio é che si abbia un effetto sistemico sull'economia

E anche tra i risparmiatori e gli imprenditori italiani la linea é la stessa. Quando una azienda é in crisi per una cattiva gestione non arriva lo stato a ripianare i debiti, é il ragionamento che fanno in molti. Perché con le banche é diverso? Certo, gli istituti di credito hanno quello che viene definito un 'effetto sistemico'. Se viene giú una banca gli effetti sono esponenziali, come visto con il crollo dell'economia mondiale successivo al crack Lehman Brothers.

Il caso Deutsche Bank e la barra ferma della Merkel: niente intervento pubblico

Eppure in Europa non tutti la pensano allo stesso modo. Lo ha dimostrato Angela Merkel che non sembra avere alcuna intenzione di correre in soccorso di Deutsche Bank. L'Istituto é stato multato per 14 miliardi dagli Usa per aver inondato il mercato a stelle e strisce di titoli tossici. Ma la multa Usa é l'ultima di una serie di sanzioni che il gigante teutonico si é visto staccare e che ne affossano la redditivitá. Ieri il titolo in borsa é crollato ma da Berlino fanno sapere che non hanno alcuna intenzione di intervenire.

L'Italia aspetta una mossa di Berlino che crei il precedente

In Italia molti sperano in un intervento della Cancelliera su Deutsche Bank, ma anche su Commerzbank o sulle Landebank (istituti regionali in forte difficoltá). Un intervento di Berlino aprirebbe la strada ad un salvataggio statale di Mps. Ma niente da fare. In Europa Angela Merkel non ha intenzione di perdere la faccia: esistono delle regole che valgono per tutti e devono essere rispettate, costi quel che costi.

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