L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 9 settembre 2016

Energia pulita - la Svizzera si smarca dall'energia atomica, energia sporca, mentre Renzi sposa quelle delle trivelle

Le energie rinnovabili sulla buona strada per rimpiazzare l’atomo

Lingue: 308 SETTEMBRE 2016 - 13:47


Più elettricità dall'estero per compensare la chiusura delle centrali nucleari? (Keystone)
Come compensare la chiusura delle centrali nucleari? È il grande interrogativo della politica energetica svizzera. Secondo uno studio dell’associazione Energie Zukunft Schweiz (EZS), la Svizzera è sulla buona strada: le energie rinnovabili compensano già la metà della produzione atomica.

In seguito alla catastrofe di Fukushima, nel 2011, il governo svizzero aveva annunciato di voler abbandonare progressivamente l’energia nucleare, spegnendo tutte le centrali entro il 2034. Ma come compensare la produzione derivante dall’atomo? Lo scorso anno, i cinque reattori nucleari in servizio in Svizzera hanno fornito 22 Terawattora (TWh) di elettricità, ossia un terzo del consumo nazionale.
(swissinfo.ch)

Energie Zukunft Schweiz (EZS), associazione che rappresenta i sostenitori delle energie rinnovabili, ritiene che la metà di questa produzione nucleare può essere rapidamente compensata. Negli ultimi cinque anni, i produttori svizzeri di elettricità hanno infatti investito 7 miliardi di franchi in installazioni – principalmente eoliche – situate nei paesi vicini. Risultato: una produzione di energia di 6,5 TWh l’anno.

A questo si aggiungono le installazioni già in funzione sul territorio svizzero, che producono ogni anno energia rinnovabile per circa 3,4 TWh. Inoltre, il finanziamento di nuove installazioni – che garantiranno energia supplementare per 3,8 TWh – è già assicurato. Con la messa in funzione di questi impianti, nel corso dei prossimi anni, la metà della produzione nucleare potrà dunque essere compensata.

E la parte delle energie rinnovabili è destinata a crescere ulteriormente, visto che dei progetti per un totale di 6,4 TWh sono attualmente in lista d’attesa.

http://www.swissinfo.ch/ita/politica-energetica-svizzera_le-energie-rinnovabili-sulla-buona-strada-per-rimpiazzare-l-atomo/42430700

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