L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 settembre 2016

Hajj - lo scorso anno ci fu una strage, l'Iran cerca di prevenirne un'altra

Sabato inizia l'hajj, tra Iran e Arabia è guerra di parole

pubblicato il 07/set/2016 08:33

Zarif replica ai sauditi: il vostro estremismo bigotto



Iran, 7 set. (askanews) - Il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif replica con sarcasmo e durezza alle affermazioni della massima autorità religiosa saudita, il Grand Mufti Abdulaziz al-Sheikh, che aveva sostenuto che gli iraniani "non sono musulmani". Quello saudita, ha detto il capo della diplomazia iraniana, è "un estremismo bigotto". Al fondo della polemica, la questione dell'hajj, il pellegrinaggio annuale ai luoghi sacri di Medina e della Mecca, la cui gestione da parte dei sauditi è stata messa in discussione dagli iraniani. Quest'anno l' hajj inizia sabato 10 settembre, dopo dopo mesi di crescente tensione tra l'Arabia Saudita (sunnita) e l'Iran (sciita). Per la prima volta in almeno trent'anni, gli iraniani sono stati esclusi dall'hajj per decisione dei sauditi.

Rispondendo al Grand Mufti, Zarif è stato sarcastico: "in verità ha ragione, non c'è alcuna somiglia tra l'Islam praticato dagli iraniani e dalla maggior parte dei musulmani e l'estremismo bigotto e dai precetti di terrore predicati dalla massima autorità wahabita saudita".

Ieri il più alto responsabile religioso saudita, il grand Mufti Abdulaziz al-Sheikh , si era scagliato contro gli iraniani dopo le osservazioni del suo omologo iraniano, l'Ayatollah Ali Khamenei che aveva invitato il mondo musulmano a mettere in discussione la gestione da parte dei sauditi del pellegrinaggio ai luoghi sacri della Mecca e di Medina. Gli iraniani, ha tuonato il gran Mufti, "non sono musulmani".

"Ora lo sappiamo - ha detto Abdulaziz al-Sheikh - gli iraniani non sono musulmani, sono figli dei Magi e la loro ostilità nei confronti dei musulmani, in particolar modo dei sunniti, è nota e di antica data".

Lo scontro cade alla vigilia del pellegrinaggio annuale dei musulmani, l' hajj, che quest'anno inizia sabato, e segue mesi di crescenti tensione tra l'Arabia Saudita (sunnita) e l'Iran (sciita). Per la prima volta in almeno trent'anni, gli iraniani sono stati esclusi dall'hajj.

In un suo discorso Khamenei aveva in particolare messo sotto accusa la risposta da parte della autorità saudite dell'incidente dell'anno scorso, quando inuna calca erano rimati uccisi 2297 pellegrini (di cui oltre 460 iraniani). Una tragedia per cui, lamenta l'ayatollah, nessuno si è assunto le sue responsabilità e di cui nessuno è stato ritenuto colpevole. Proprio oggi Khameni riceverà una delegazione di parenti delle vittime della strage e per questa occasione è atteso un nuovo discorso.

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