L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 7 settembre 2016

Implosione europea - la Pomeriana ha dato due sberle alla Merkel, il 2 ottobre toccherà all'Ungheria e all'Austria bastonare gli euroimbecilli e poi di seguito agli italiani, con il referendum, agli olandesi e francesi, con le elezioni. Le bordate affosseranno definitivamente il Progetto Criminale dell'Euro. Il nostro al governo sempre più omiciattolo abominevole

Saura Plesio (Nessie)

Venere torna a nascere al soffio del Maestrale. Preferisce il mare ma si adatta anche ai laghi.
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Ce lo dice l'Europa

Blog identitario, antimondialista, antiglobalista, antimmigrazionista , contrario alla dittatura della UE.

Nessie vive... e lotta insieme a noi

05 SEPTEMBER 2016

La Caduta della Culona



E' solo l'inizio e dovremo soffrire ancora . Però si vedono notevoli segni di insofferenza nei confronti di questa Europa. Dopo la Brexit, ecco la caduta della Culona in Pomerania, la sua regione. La botta (e che botta!) gliel'ha assestata il partito identitario Alternative fur Deutschland.
Il sito dell’autorevole quotidiano Sueddeutsche Zeitung vede in queste elezioni un «massacro con la sega elettrica» che ha tagliato i consensi di tutti i partiti, tranne che l’Alternative. Cerca di recuperare terreno la Kulona, e allora in merito alla questione dei "migranti", rassicura: “da un lato ci prendiamo la responsabilità umanitaria, inclusa l’integrazione. Dall’altro mettiamo in chiaro che coloro che non hanno diritto di rimanere, devono lasciare il nostro Paese”. Insomma, un colpo al cerchio e uno alla botte. E' tardi, Frau. Non sente forse che spira già un venticello favorevole di libertà da questa fogna di Ue? 
Solitamente la Frau non parla mai di politica interna quando si trova nei consessi internazionali. Stavolta invece al G20 in Cina, non si è fatta pregare ed esprime tutto il suo malcontento. 

Tra non molto l'Ungheria andrà alle urne per dire sì o no allaripartizione di quote di "profughi" decisa dall’Ue e si prevede un risultato plebiscitario contro Bruxelles. Nello stesso giorno, il 2 ottobre, gli austriaci ripeteranno il ballottaggio presidenziale e ci sono ottime probabilità che a prevalere sia il leader del Partito delle Libertà (FPO) Norbert Hofer. Negli Stati Uniti, Trump sta recuperando gran parte dello svantaggio su Killary Clinton, la pazzoide spiritata. In Francia si vota tra meno di un anno e Marine Le Pen sembra destinata ad approdare al ballottaggio. Negli altri Paesi europei i partiti tradizionali di centrodestra e di centrosinistra soffrono la concorrenza di liste identitarie che i media mainstream chiamano "populisti" o di "ultra-destra". Non parlo dell'Italia perché qui le cose sembrano non cambiare mai o molto lentamente. E perché non considero i 5 stelle un partito identitario in grado di fare i nostri interessi nazionali. 

" Il risultato di ieri, dunque, rappresenta un test per la popolarità di Frau Merkel: popolarità in calo a causa soprattutto della crisi dell’immigrazione, tanto che se tra pochi giorni il flop dovesse ripetersi nella città-regione di Berlino c’è chi dice che potrebbe essere messa in discussione la sua stessa candidatura. Il peso della sconfitta personale per la Cancelliera è amplificato anche dal fatto che il Lander in questione è considerato una sorta di patria politica: situato nella ex Germania Est, fornisce oggi il «sentiment» nelle terre un tempo comuniste. Proprio qui infatti stanno prendendo piede più velocemente le formazioni euroscettiche che, soprattutto, mettono in discussione le politiche sull’immigrazione ma anche le scelte in politica economica che nascono di conseguenza: lo dimostra il fatto che in questa regione sono ospitati solo 23mila profughi su circa un milione e 800 mila abitanti, molti meno che in altre zone." (fonte: Il Tempo).

Un fotomontaggio della Merkel "islamizzata"

Certo, meno che in altre zone, ma con gente più sveglia, più motivata, e dato che a Est sono più poveri di quelli della Germania Occidentale, non hanno alcuna intenzione di farsi portare via quel poco che hanno conquistato dopo la Caduta del Muro con l'unificazione. Questo, tenuto conto che le migrazioni selvagge penalizzano sempre i ceti più deboli.

Inutile sottolineare la mia ennesima riprovazione per il nostro Abusivo di Palazzo. Poteva giocarsi la carta della "tregua migratoria" a causa del grave emergenza-terremoto e prendersi almeno una moratoria, e invece si accolla (o meglio accolla sulle nostre spalle) la doppia grave emergenza: i terremotati e le ondate migratorie. Quasi come se il cataclisma su 4 regioni, dovesse servire a coprire l'altro cataclisma, quello che viene dal mare. Un omiciattolo abominevole.

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