L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 6 settembre 2016

Migranti - ancora oggi le nostre navi militari li vanno a prendere davanti alle coste libiche poi li consegnano alle cooperative vicine al governo degli euroimbecilli e al Vaticano. La situazione sociale diventa ogni giorno più insostenibile

TENSIONE IN TOSCANA

Livorno, i profughi bloccano strada
«Manca l'acqua» e scatta la rivolta


Denunciati tentativi di aggressione nei confronti di alcuni passanti. Pochi giorni fa un'altra protesta davanti alla prefettura per chiedere il pagamento dei contributi giornalieri. Il sindaco Nogarin condanna le violenze ma anche le inadempienze

di Marco Gasperetti



LIVORNO – Stavolta c'è stata una mezza rivolta nell’antico quartiere della Venezia, a Livorno. Una cinquantina di profughi ha protestato violentemente bloccando una strada pare per la mancanza di acqua nella struttura dove sono stati ospitati e minacciando i passanti. Secondo una prima ricostruzione, ci sarebbe stato un tentativo di aggressione nei confronti di alcune persone che erano stati bloccate con auto e scooter dai manifestanti. Qualcuno avrebbe raccontato di aver visto alcuni manifestanti lanciare pietre.

Livorno, rivolta nel centro d’accoglienza: i profughi bloccano la strada


Livorno, rivolta nel centro d?accoglienza: i profughi bloccano la strada

Livorno, rivolta nel centro d?accoglienza: i profughi bloccano la strada

Livorno, rivolta nel centro d?accoglienza: i profughi bloccano la strada

Livorno, rivolta nel centro d?accoglienza: i profughi bloccano la strada


Il blocco

I profughi hanno bloccato il traffico in via della Cinta Esterna, una delle strade nevralgiche della città, dove passa il traffico per il porto e nel periodo estivi dei turisti che raggiungono i traghetti per l’Elba, la Corsica e la Sardegna. I manifestanti hanno anche utilizzato biciclette che sono state semidistrutte e lasciate sull’asfalto. Pochi giorni i migranti avevano inscenato un’altra protesta, stavolta pacifica, davanti alla prefettura di Livorno. «Non abbia ricevuto i contributi che ci spettano negli ultimi due mesi, per un totale di 125 euro», aveva detto uno dei loro rappresentanti. La protesta è proseguita per un paio di ore poi, grazie anche alla mediazione delle forze di polizia e del Comune, gli animi si sono placati. 

L’intervento del sindaco

In serata il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, (M5S) in una nota ha criticato la protesta dei migranti. «La violenza è da condannare in tutte le sue forme – ha scritto Nogarin – e non esiste alcuna giustificazione al comportamento di queste persone che per ore hanno paralizzato il traffico in mezza città e sono arrivate persino ad aggredire i passanti. È altrettanto irresponsabile però lasciare 50 persone senza acqua». Poi Nogarin ha criticano anche il comportamento di chi doveva offrire i giusti servizi ai profughi. «Secondo le prime informazioni la cooperativa romana che aveva in appalto fino a poco tempo fa la gestione del centro di via Sant'Anna - ha riferito il sindaco - ha accumulato un debito di migliaia d'euro con Asa, la municipalizzata dell'acqua. Tutto questo è vergognoso e inaccettabile, ma non giustifica in alcun modo le scene di violenza cui hanno dovuto assistere oggi i livornesi. Una situazione potenzialmente esplosiva che non è degenerata solo grazie al pronto intervento della prefettura e delle forze dell'ordine, cui va il nostro ringraziamento».

5 settembre 2016 (modifica il 6 settembre 2016 | 08:19)

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