L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 settembre 2016

Monte dei Paschi di Siena - il corrotto Pd l'ha spolpata e chiaramente ha paura di Nazionalizzare e farla diventare prettamente Banca Commerciale rinunciando a metterci le mani MA questa potrebbe fare vera concorrenza alla ChiantiBanca dove il Sistema Massonico-Mafioso si è assestato e vorrebbe ripartire

ECONOMIA E LAVORO

Mps, o la salva lo Stato oppure diventerà una banca speculativa sul modello americano



venerdì, 23 settembre 2016, 19:18

di il grillo parlante

A poco più di dieci giorni dall'uscita di scena dell'ex a.d. Viola e delle successive dimissioni del presidente Tononi, non c'è pace per il vecchio Monte dei Paschi di Siena. La nomina di Morelli, nome gradito o imposto dalla banca advisor per la collocazione deli'ennesimo aumento di capitale, non ha suscitato, né poteva farlo, gli entusiasmi sperati.

La nuova riscrittura del piano di salvataggio, le difficoltà nel trovare investitori a cui chiedere la " fiducia " per cercare di ricapitalizzare le anemiche casse della banca, sono le azioni a cui quotidianamente è chiamato il nuovo a.d.

Nuovo per modo di dire in quanto già presente nel board dell'istituto senese ai tempi del presidente Mussari. Sì proprio lui, quello che insieme all'allora d.g. Vigni, e in buona compagnia di altri "illuminati" manager ha portato una banca che nel 2008 valeva quasi 6 miliardi di euro ad un valore che oggi non arriva a 600 milioni di euro. E' costata più l'Inter ai cinesi, siamo al paradosso che se un gruppo dell'estremo oriente o qualche facoltoso emiro volesse comprare la più antica banca del mondo la pagherebbe meno di molte squadre di calcio.

Un'azione del Mps costa ormai meno di un caffè: che fine ti hanno fatto fare povera vecchia gloriosa banca.

E la colpa di chi è? Si dice in Toscana che la colpa morì fanciulla, in questo caso NO!!!

In questo caso minimo è morta adolescente, visto il tempo che è occorso per distruggere il patrimonio, la credibiltà e le fondamenta di questa istituzione. Il processo che vede coinvolti gli alti ex vertici è stato aggiornato ad ottobre, intanto, però, non manca giorno che sui giornali le vicende del Mps non tengano banco. Le dimissoni di Viola e quelle del presidente Tononi, con le voci, i sussurri che vorrebbero Grilli come nuovo presidente, lasciano iil forte dubbio che ancora una volta la politica stia rientrando nelle stanze da cui pareva almeno essere uscita. Uno stato che a parole non vuole entrare nel salvataggio della terza banca italiana, una banca che conta 25 mila dipendenti e che invece vuole scegliere chi la guiderà, fa sorgere una domanda spontanea: chi si fiderà di entrare in una banca dove chi la dirige è scelto altrove?

A chi giova la situazione che sta vivendo Mps?

Forse alle maggiori banche statutinensi, che fanno della speculazione l'attività principale (Goldman Sachs, Chase Bank,), ecc. e che da tempo stanno tentando di entrare in Italia e poi in Europa, banche che per farlo prima almeno dovevano rischiare soldi loro, e che invece adesso lo faranno con i soldi dei nostri correntisti e riparmiatori.

Cerchiamo di spiegare perchè: fino agli anni '80 c'erano due tipi di banche: le banche ordinarie con le normali attività di raccolta e di impiego e le banche speciali (quelle che facevano attività a rischio e speculativa oltre i 18 mesi), a cui però era proibito usare i soldi dei risparmiatori per loro attività. Questa divisione venne meno negli anni '90 e i danni sono sotto gli occhi d tutti. Cosa può accadere quindi adesso? Può accadere che un pool di banche tra cui sicuramente Goldman Sachs, comprerà a prezzi stracciati i crediti "incagliati" di Montepaschi per trasformarli in nuovi prodotti finanziari, per poi collocarli magari ai risparmiatori italiani. Sarebbe bello sapere questi famosi crediti "incagliati" che poi vuol dire soldi che non rendi più, chi li ha concessi, a chi li ha concessi e perché li ha concessi.

A questa domanda, maliziosamente, potremmo rispondere che forse "qualche amico dell'amico" ne ha goduto. E si torna all'ingerenza della politica nelle banche, denunciata anche nella relazione del consiglio regionale sulla vicenda Mps, forse una delle cause principali della drammatica situazione del Monte dei Paschi.

Se questa personale ipotesi si concretizzasse, il vecchio isitituto senese, che già esisteva prima della scoperta dell'America, diventerebbe il "cavallo di Troia" per entrare in un sistema bancario, quello italiano, che pur con mille difetti aveva sempre respinto questo tipo di "far banca". Non c'è altra soluzione allora che vedere questa banca diventare l'apripista per gli istituti speculativi? Sì, un'altra strada c'è, ed è quella di un intervento dello Stato. Perchè se il Monte è in questa difficle situazione una colpa e neppur piccola ce l'ha quella politica di austerity che l'Europa, dopo aver fatto i comodi suoi, ci ha imposto. C'è ancora tempo per farlo, anche Bruxelles sta adesso rivalutando questa ipotesi, un intervento che eviti che questa storica realtà diventi solo una banca speculativa, continuando ad essere quello che era stata: una grande banca per le famiglie e per le piccole e medie imprese: basta aver voglia di sbattere i pugni sul tavolo di qualche "burocrate", basta avere le palle per farlo.

Allora l'unica domanda a cui vorremmo una risposta è: il nostro uomo al comando ha questa voglia e queste palle per farlo?, O riuscirà a perdere quella che era la più antica banca del mondo?

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