L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 settembre 2016

Mossul - era già scritto che l'Isis avrebbe attaccato la diga, gli Stati Uniti lo sapevano come lo sapeva l'Italia

L'Isis minaccia il cantiere Trevi alla diga di Mosul: "Il più grosso attacco mai fatto in Iraq"

Il cantiere che sta per avviarsi in questi giorni della Trevi, il colosso cesenate delle costruzioni che ha vinto la commessa col governo iracheno, parte nel segno delle minacce degli estremisti

Redazione07 settembre 2016 20:22


Come era stato annunciato, sarebbe stato un intervento a grande rischio, a pochi passi dal territorio controllato dall'Isis nell'Iraq settentrionale. Il cantiere che sta per avviarsi in questi giorni della Trevi, il colosso cesenate delle costruzioni che ha vinto la commessa col governo iracheno, parte nel segno delle minacce degli estremisti islamici.

Scatta quindi la massima allerta per le centinaia di militari e civili italiani dislocati a Mosul, in Iraq, dove la 'Trevi' di Cesena si accinge a consolidare la diga che approvvigiona di acqua ed elettricità centinaia di migliaia di persone. Una struttura su cui pesa una decennale mancanza di manutenzione a causa dell'instabilità in cui versa l'Iraq da tempo.

Secondo "qualificate fonti di intelligence", citate dal sito Wikilao, un "warning specifico e dettagliato" parla del progetto di un attentato in grande stile alla diga da parte dell'Isis, "il più grosso attacco mai concepito dal Califfato nello scenario iracheno", secondo quanto riportato dall'Ansa.

A Mosul è già operativa la task force 'Presidium', che è preparata a questa evenienza. Il suo compito è appunto quello di proteggere il cantiere e il centinaio di italiani che dovranno lavorarci. La task force si compone di circa 500 militari, i primi dei quali arrivati già ad aprile per compiere ricognizioni ed attività tecnico-logistiche. L'inizio dei lavori è stimato proprio in questi giorni.

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