L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 settembre 2016

NoMuos - il governo non ha titolo per cedere agli Stati Uniti pezzi di territorio italiano

Muos e basi militari, il coordinamento del Comitato No Muos replica al ministro Pinotti

07/09/2016 - 17:27

In una nota i legali del coordinamento accusano il ministro di « Scarsa considerazione dei principi costituzionali e del ruolo del parlamento»


Protesta del Comitato No Muos a Festa dell'Unità a Catania

Catania - In merito all'intervento del ministro Pinotti ieri alla Festa dell'Unità sull'impianto Muos a Niscemi, i legali del Coordinamento Regionale dei Comitati No Muos, scrivono : «Alla festa dell’Unità di ieri si era chiesto, come comitati No Muos di poter fare un intervento, opportunità non concessa dagli organizzatori che, in cambio avevano promesso un colloquio privato con la ministra Pinotti, poi tuttavia non tenutosi, al termine del suo intervento dal palco centrale.

La questione non sta nei termini semplicistici in cui la pone la Ministra della Difesa ed ha radici in profonde violazioni del dettato costituzionale i cui principi, anche fondamentali, vengono ancora una volta disconosciuti da questo Governo. La Stazione di Comunicazione di Niscemi, all’interno del quale sorge il MUOS, è un’istallazione di “Uso Esclusivo” delle forze armate statunitensi. Non è presidio NATO, come è facile intuire già dal fatto che uno dei trasmettitori è ubicato in Australia che non è paese NATO. Simili istallazioni non sono previste né dal Trattato NATO, né da alcun altro trattato internazionale approvato dal nostro Parlamento. In particolare le basi di uso esclusivo sono contemplate da un trattato non approvato dal Parlamento del 1995 che prevede che siano utilizzate per le missioni affidate esclusivamente dallo stato d’origine, mentre la base di Niscemi è regolata da un accordo tecnico del 2006. Entrambi mai passati dal Parlamento.

Ciò vuol dire che, senza approvazione parlamentare il Governo ha concesso zone del territorio nelle quali si svolgono attività belliche sulle quali non abbiamo nessun tipo di controllo. Nel caso del Muos la cosa è particolarmente grave perché si tratta di un sistema di comunicazione globale ed oggi non è possibile distinguere sistemi d’arma e sistemi di comunicazione in quanto si integrano, specialmente nel comando delle armi a controllo remoto ( droni ). Abbiamo potuto toccare con mano nel corso delle verifiche tecniche che il MUOS è comandato da remoto, a Niscemi non esistono nemmeno i quadri di controllo e né i militari Statunitensi della base, né tantomeno quelli Italiani sono in grado di stabilire e verificare in quale modo, come e per cosa sia utilizzato. Tornando alle affermazioni della ministra Pinotti sul ruolo strategico della Sicilia e della sua funzione di “portaerei sul mare” è evidente che il Governo da solo, senza voto parlamentare, ha deciso sul destino di un territorio. E’ chiaro che ruolo strategico, vuol dire sovraesposizione del territorio e delle popolazioni al rischio bellico. Sovraesposizione aumentata a dismisura se causata anche da basi militari straniere che ospitiamo senza che ci sia consentito alcun controllo e, quindi, dall’incondizionata subordinazione a scelte militari e di politica internazionale effettuate da paesi terzi. Tanto più che per l’uso di tali basi non sono previsti termini di scadenza o di revisione dei trattati.

Tutto questo è avvenuto in violazione degli artt. 11, 80 ed 87 della Costituzione e sul punto si sono espressi in modo chiaro non esponenti del movimento ma anche il Costituzionalista, Prof. Agatino Cariola ed il docente di Diritto Internazionale Prof. Rosario Sapienza nei convegni tenutisi all’Università di Catania il 22 ottobre 2013 ed al Tribunale di Catania il 15 novembre 2014. Il minimizzare la questione di gravi violazioni costituzionali da parte della ministra Pinotti a questo punto offre il metro per stimare in quale considerazione questo Governo tenga anche i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale ed il ruolo del Parlamento che, con la riforma, vogliono ulteriormente indebolire.

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