L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 settembre 2016

Regione Lazio - Per il Pd è nella norma assumere imputati, non indagati, per falso e abuso

REGIONE LAZIO

24/09/2016 12:10
Sanità: Zingaretti inciampa, un imputato per falso e abuso controlla i debiti

I pm sul caso all'Asl di Sassari: 'Marcello Giannico truccò i conti di un’altra azienda sanitaria per salvare il suo posto'. Storace presenta un'interrogazione



Nicola Zingaretti dovrà rispondere all’interrogazione presentata da Francesco Storace su una delle tante nomine estive. La nuova grana del presidente della Regione Lazio è infatti Marcello Giannico, nominato capo dell’area risorse economico-finanziarie della “cabina di regina”, con l’arduo compito di vigilare sui bilanci della sanità laziale che, nonostante gli sforzi di risanamento, ha chiuso il bilancio 2014 con un disavanzo di 335 milioni di euro imponendo nell’immediato futuro un’ulteriore riduzione dei servizi, a partire dai tredici punti di primo soccorso dislocati sul territorio regionale.
Il manager, riporta Il Fatto Quotidiano, è imputato per falso e abuso di ufficio attestando debiti inesistenti nel bilancio di una Asl in Sardegna. Motivo? Salvare il proprio posto, sentenzia il quotidiano. 
Il Tribunale dovrà quindi stabilire se Giannico abbia commesso i reati contestati, ma intanto Zingaretti ha pensato bene di premiarlo alla Regione Lazio con uno stipendio lordo di 94mila euro all’anno.
Il Fatto quotidiano ha riportato anche l’atto di nomina del manager, avvenuta grazie a una nota dello stesso governatore del Lazio e commissario ad acta per la Sanità. Ma non è tutto. Zingaretti lo ha individuato a seguito dell’istruttoria del segretario generale Andrea Tardiola, beccato spesso dalle opposizioni regionali, ovviamente senza un vero concorso pubblico. Anche perché l’avviso è stato pubblicato sul bollettino il 22 maggio, mentre le candidature sono giunte il 14 giugno sulla scrivania di Tardiola. Dopo tre giorni, però, Zingaretti ha individuato il suo uomo di fiducia Giannico, sorvolando sul processo che ha acceso i riflettori sull’Asl di Sassari dal 2011 al 2014 dove aveva ricoperto il ruolo di direttore generale. 
“La vicenda di Marcello Giannico è inquietante. Inquieta soprattutto la posizione espressa dal segretario generale della Giunta, Andrea Tardiola, che, nelle accuse che i PM muovono all’operato di Giannico, non vi ravvisa ‘alcuna condotta manageriale tale da fornire motivi ostativi per il suo incarico’”, ha scritto Storace, attuale vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, che ha poi spostato le sue attenzioni sull’impianto accusatorio a carico di Giannico. 
“Eppure le accuse sono comunque serie: secondo i PM, Giannico, a Sassari dove era stato nominato commissario straordinario della Asl avrebbe alterato i bilanci degli anni precedenti, peggiorandoli, al fine di far apparire migliori i suoi risultati”, ha spiegato ancora Storace. 
“Ho presentato un’interrogazione urgente al presidente Zingaretti con la quale voglio sapere innanzi tutto quanti altri curriculum erano giunti in Regione per il posto affidato a Giannico (dirigente dell’Area Risorse Economico-Finanziarie della Direzione regionale “Salute e Politiche sociali) e perché questi candidati non sono stati ritenuti idonei. Inoltre chiedo - ha concluso il consigliere regionale di opposizione - di conoscere la posizione del presidente Zingaretti in merito alle affermazioni di Tardiola e se non ritenga opportuno dare disposizioni tese alla revoca dell’incarico conferito a Giannico alla luce del certificato dei carichi pendenti e del casellario giudiziale trasmesso dalla Procura di Sassari alla Regione Lazio”.



Nicola Zingaretti dovrà rispondere all’interrogazione presentata da Francesco Storace su una delle tante nomine estive. La nuova grana del presidente della Regione Lazio è infatti Marcello Giannico, nominato capo dell’area risorse economico-finanziarie della “cabina di regina”, con l’arduo compito di vigilare sui bilanci della sanità laziale che, nonostante gli sforzi di risanamento, ha chiuso il bilancio 2014 con un disavanzo di 335 milioni di euro imponendo nell’immediato futuro un’ulteriore riduzione dei servizi, a partire dai tredici punti di primo soccorso dislocati sul territorio regionale.

Il manager, riporta Il Fatto Quotidiano, è imputato per falso e abuso di ufficio attestando debiti inesistenti nel bilancio di una Asl in Sardegna. Motivo? Salvare il proprio posto, sentenzia il quotidiano. 

Il Tribunale dovrà quindi stabilire se Giannico abbia commesso i reati contestati, ma intanto Zingaretti ha pensato bene di premiarlo alla Regione Lazio con uno stipendio lordo di 94mila euro all’anno.

Il Fatto quotidiano ha riportato anche l’atto di nomina del manager, avvenuta grazie a una nota dello stesso governatore del Lazio e commissario ad acta per la Sanità. Ma non è tutto. Zingaretti lo ha individuato a seguito dell’istruttoria del segretario generale Andrea Tardiola, beccato spesso dalle opposizioni regionali, ovviamente senza un vero concorso pubblico. Anche perché l’avviso è stato pubblicato sul bollettino il 22 maggio, mentre le candidature sono giunte il 14 giugno sulla scrivania di Tardiola. Dopo tre giorni, però, Zingaretti ha individuato il suo uomo di fiducia Giannico, sorvolando sul processo che ha acceso i riflettori sull’Asl di Sassari dal 2011 al 2014 dove aveva ricoperto il ruolo di direttore generale. 

“La vicenda di Marcello Giannico è inquietante. Inquieta soprattutto la posizione espressa dal segretario generale della Giunta, Andrea Tardiola, che, nelle accuse che i PM muovono all’operato di Giannico, non vi ravvisa ‘alcuna condotta manageriale tale da fornire motivi ostativi per il suo incarico’”, ha scritto Storace, attuale vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, che ha poi spostato le sue attenzioni sull’impianto accusatorio a carico di Giannico. 

“Eppure le accuse sono comunque serie: secondo i PM, Giannico, a Sassari dove era stato nominato commissario straordinario della Asl avrebbe alterato i bilanci degli anni precedenti, peggiorandoli, al fine di far apparire migliori i suoi risultati”, ha spiegato ancora Storace. 

“Ho presentato un’interrogazione urgente al presidente Zingaretti con la quale voglio sapere innanzi tutto quanti altri curriculum erano giunti in Regione per il posto affidato a Giannico (dirigente dell’Area Risorse Economico-Finanziarie della Direzione regionale “Salute e Politiche sociali) e perché questi candidati non sono stati ritenuti idonei. Inoltre chiedo - ha concluso il consigliere regionale di opposizione - di conoscere la posizione del presidente Zingaretti in merito alle affermazioni di Tardiola e se non ritenga opportuno dare disposizioni tese alla revoca dell’incarico conferito a Giannico alla luce del certificato dei carichi pendenti e del casellario giudiziale trasmesso dalla Procura di Sassari alla Regione Lazio”.

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