L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 settembre 2016

Stati Uniti - 1 - incontro-scontro la guerrafondaia Hillay e Trump

Trump Vs Clinton, per Giulietto Chiesa "il primo round era per l'altro elettorato"

27 settembre 2016 ore 16:53, Lucia Bigozzi

Trump? Due scalini sotto la sua verve abituale ma penso l’abbia fatto intenzionalmente perché la sua squadra gli ha detto che potrebbe conquistare una parte dell’elettorato del nemico”. E’ il primo focus di Giulietto Chiesa, giornalista, scrittore ed esperto di scenari geopolitici, sul Trump Vs Clinton. Nell’intervista con Intelligonews va oltre e svela le due armi nelle mani di Trump che ancora non ha usato… 

Come valuta la performance di Trump nel primo faccia a faccia con la Clinton? A molti è sembrato un Trump contro se stesso, alias il peggior nemico di se stesso.


"Mi è parso due scalini sotto la sua verve abituale, quindi la sua efficacia è stata ridotta, ma ho l’impressione che sia una tattica e che abbia deciso di non spaventare l’elettorato dell’avversario. E siccome non credo sia una errore di ingenuità, penso l’abbia fatto intenzionalmente"


È forse un problema di target che gli hanno assegnato i suoi consiglieri politici, ovvero assumere una posizione e un’immagine più moderata smarcandosi dai toni trash o dall’appeal un po’ ‘cafonal’ che ha sempre manifestato? Insomma, si è trattenuto a livello emotivo?


"Evidentemente la sua squadra gli ha detto che il suo elettorato non lo perde e, invece, potrebbe conquistare una parte di quello del nemico. Quindi, il primo round l’ha giocato coi toni bassi". 


E la Clinton come le è sembrata?


"E’ apparsa sicura e non essendo contestata, ha potuto svolgere il suo ruolo di rappresentante dell’establishment “white”, ovvero molto in linea con il linguaggio dell’Amministrazione; il che vuol dire che lei ha parlato al proprio elettorato, ma a mio avviso questo linguaggio non le fa guadagnare neanche un punto sulla grande massa dell’opinione pubblica americana che è diventata anti-establishment".


Tornando a Trump è un candidato che sta affinando sempre più le sue armi in vista dei prossimi faccia a faccia con la Clinton in un crescendo fino all’ultimo duello diretto che come si sa, è quello che conta?


"Intanto Trump ieri non ha giocato per niente due armi fortissime che ha nelle sue mani; di una ha fatto solo un cenno ed è stata la questione delle mail dove la signora Clinton ha dovuto replicare che non rifarebbe l’errore, quindi ha giocato in difesa. La seconda arma che Trump non ha usato per niente, è la questione dello stato di salute della signora Clinton e questa secondo me salirà vertiginosamente nel corso di queste ultime settimane di campagna elettorale". 


Sulla Nato Trump è stato molto chiaro affermando che “gli Usa: gli usa non possono essere i poliziotti del mondo”. Condivide? 


"Espressa così la condivido perché gli Stati Uniti si sono proiettati all’esterno in una maniera così spasmodica che solo un Paese che stampa denaro a suo piacimento può permettersi, ma un Paese sano che spende tanto, come spendono gli Usa per mantenere la loro forza mondiale non regge a lungo: vuol dire che l’America non è un Paese sano"

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