L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 ottobre 2016

140 soldati in Lettonia, partecipiamo attivamente all'aggressione della Russia

L’Italia non assecondi i criminali della Nato nell'aggressione alla Russia

14.10.2016 - Peppe Sini


La scellerata decisione di dispiegare militari italiani in Lettonia al confine con la Russia, imposta dalla Nato ed accettata supinamente dal governo italiano, costituisce una criminale follia: non solo non ha affatto fini lecitamente difensivi (posto che vi sia ancora qualcuno così stolido da credere che l’escalation bellica possa essere “difensiva” di alcunché), ma si configura esplicitamente come una bellicosa minaccia e come un passo ulteriore verso la guerra di aggressione contro la Russia che i vertici della Nato al servizio dell’imperialismo americano, fingendo di essere immemori degli esiti delle aggressioni di Napoleone e di Hitler, fingendo di ignorare quali possano essere gli esiti di una nuova guerra in Europa, fingendo di non prevedere il pericolo immane di un conflitto atomico, stanno da tempo preparando.

La Nato è da lungo tempo divenuta l’esatto contrario di un’alleanza difensiva, se mai realmente lo sia stata: è ormai inequivocabilmente la più pericolosa organizzazione internazionale terrorista e stragista che mira senza esitazioni a provocare una guerra in Europa i cui esiti è facile prevedere come apocalittici per l’intera umanità.

Occorre sciogliere la Nato e processarne i dirigenti dinanzi a una corte di giustizia internazionale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

In Europa e nel mondo è indispensabile e urgente una politica di pace con mezzi di pace, una politica rigorosamente non violenta, una politica che abbia a suo fondamento l’opposizione a tutte le guerre e a tutte le uccisioni, il rispetto e la difesa di tutte – tutte – le vite umane e della biosfera casa comune dell’umanità.

L’Italia rispetti finalmente l’articolo 11 della sua Costituzione che “ripudia la guerra”, e ne realizzi le evidenti implicazioni e conseguenze: che sono la smilitarizzazione e il disarmo, e l’avvio della Difesa popolare nonviolenta e dei Corpi civili di pace.

L’Italia non si presti più a dispiegare militari agli ordini della Nato né in Lettonia né altrove.
L’Italia promuova lo scioglimento della Nato prima che la Nato provochi la catastrofe dell’umanità.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Vi è una sola umanità.
Salvare le vite è il primo dovere.
Solo la nonviolenza può salvare l’umanità.

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani”
Viterbo, 14 ottobre 2016

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