L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 ottobre 2016

2016 crisi economica - gli avvoltoi statunitensi dimenticano che i tassi negativi sono di tutte le banche centrali occidentali e la distruzione è imputabile a tutte

Deutsche Bank sarà aiutata. Ma chi salverà Credit Suisse?

5 ottobre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Le banche europee hanno visto la loro capitalizzazione dimagrire di circa 280 miliardi di dollari quest’anno, con Deutsche Bank eUnicredit che hanno perso quasi metà del suo valore di mercato.

La prima banca tedesca, esposta in maniera pericolosa al mercato dei derivati, spera di ottenere uno sconto nel patteggiamento con il Dipartimento di Giustizia Usa, che prevede il versamento di una multa di 14 miliardi di dollari per un’operazione di vendita di titoli legati ai mutui. La vicenda legale ha alimentato i timori sulla solidità finanziaria di Deutsche Bank, che potrebbe dover ricorrere a un aumento di capitale.

Intervenendo sul caso Deutsche Bank durante una conferenza a New York, il maestro degli hedge fund Jeff Gundlach ha sottolineato che mentre la banca tedesca finirà per essere salvata in qualche modo dal governo tedesco se ce ne sarà veramente il bisogno, atre banche europee non potranno contare su un simile aiuto.

“Se Deutsche Bank finisce in crisi sarà salvata dalla Germania, ma cosa succederà invece a Credit Suisse, che ha mostrato un calo analogo a quello della banca tedesca in Borsa? Chi la salverà?”, ha detto il gestore che a fine luglio ha consigliato di “vendere tutto”.


Titoli Deutsche Bank e Credit Suisse hanno visto dimezzata la capitalizzazione di mercato nel 2016
“Bce ha distrutto, decimato le banche”

Gundlach, gestore di DoubleLine Capital considerato uno dei massimi guru del mercato dei bond, ha già consigliato di stare alla larga da Deutsche Bank, il cui futuro è imprevedibile. Come si vede bene dai grafici estrapolati dagli schermi di Bloomberg, Credit Suisse – passata in secondo piano visto l’attacco sui mercati subito dalla prima banca di Germania per via dei presunti problemi di liquidità e capitale – ha perso il 40% del suo valore nel 2016.

La banca svizzera ha varato un aumento di capitale da 6 miliardi di dollari solo l’anno scorso, allo scopo di finanziare il piano di ristrutturazione pensato dal nuovo amministratore delegato Tidjane Thiam.

Gundlach condivide le preoccupazioni espresse dall’altro re dei Bond, Bill Gross, circa le conseguenze nefaste delle politiche eterodosse delle banche centrali. Secondo Gundlach i tassi negativi rischiano di minare alla base il regolare e naturale funzionamento dei mercati finanziari.

Sta crescendo il numero di analisti convinto che i mercati siano sotto steroidi e che ormai i banchieri abbiano assunto il pieno controllo delle piattaforme di contrattazioni e transazioni finanziarie. Gundlach si spinge oltre accusando la Bce di aver creato i problemi che oggi hanno le banche europee.

Secondo Gundlach le banche ne usciranno decimate: “Non si può salvare un’economia distruggendo il suo sistema bancario”.

Nessun commento:

Posta un commento