L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 ottobre 2016

Arexpo, Expo era già scritto che il bugiardo Renzi non avrebbe mantenuto gli impegni ANNUNCIATI

Legge di Bilancio, cancellati fondi post-Expo: a rischio i conti della spa di Sala e il trasferimento dell’Università statale



Rispetto alle bozze, nel testo definitivo che approderà alla Camera spariscono due hit del premier Renzi: gli 8 milioni per avviare il trasloco dell'ateneo sui terreni dell'Esposizione e i 9,5 che permetterebbero alla società che l'ha gestita di non dover portare i libri in tribunale. Restano invece gli stanziamenti per lo Human Technopole, ma ben sotto gli annunci
di Luigi Franco | 29 ottobre 2016

Nella versione definitiva della legge di Bilancio, quella che ha ottenuto la bollinatura della Ragioneria e dopo un passaggio al Quirinale arriverà in Parlamento, è saltato un intero articolo che riguardava Expo e post Expo. E questo nonostante le poste in gioco, meno di 13 milioni per il 2017, fossero piuttosto esigue in confronto ai volumi complessivi della manovra. E nonostante il presidente del consiglio Matteo Renzi abbia puntato molto sull’esposizione universale e sui progetti per lo sviluppo futuro delle aree Expo. Con l’articolo scomparso vengono tagliati, almeno per il momento, due finanziamenti dal forte valore simbolico per la retorica renziana: uno destinato al trasloco delle facoltà scientifiche dell’università statale di Milano sui terreni dell’esposizione, l’altro necessario a consentire la liquidazione della società Expo

Sono dunque saltati gli 8 milioni di euro che le ultime bozze della legge prevedevano di prelevare da fondi dedicati alla ricerca e che nel 2017 avrebbero dovuto consentire “l’avvio delle attività di progettazione propedeutiche alla realizzazione delle strutture” del nuovo campus della statale. Un impegno finanziario su cui c’era stata una certa discussione, ma che il ministro Maurizio Martina era riuscito a fare inserire. E che pure il rettore dell’ateneo Gianluca Vago dava ormai per certo, dopo avere auspicato più volte un segnale concreto del governo.

Nella legge di bilancio non c’è inoltre più traccia dei 9,5 milioni di euro (4,8 per il 2017) con cui il ministero dell’Economia dovrebbe rifinanziare la società Expo, insieme agli altri 14,2 milioni che dovranno essere garantiti da Comune di Milano, Città metropolitana, Regione Lombardia e Camera di commercio. Soldi necessari per ultimare entro il 2021 il progetto di liquidazione della società, che altrimenti dovrà portare i libri in tribunale. Alla faccia di tutti gli utili e gli attivi di bilancio che l’allora commissario unico e oggi sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha sempre spacciato per veri.

Restano invece nella versione bollinata della legge le autorizzazioni di spesa per lo Human Technopole, il centro di ricerca che dovrebbe fare da volano allo sviluppo delle aree Expo e che, nei progetti del governo, dovrebbe sorgere proprio accanto al campus della statale. Vengono così confermati 10 milioni per il 2017, 114,3 per il 2018, 136,5 per il 2019, 112,1 per il 2020, 122,1 per il 2021, 133,6 per il 2022 e 140,3 milioni a decorrere dal 2023. Aggiungendo gli 80 milioni stanziati in precedenza per lo Human Technopole e i 50 milioni con cui il governo entrerà nel capitale di Arexpo, la società proprietaria delle aree, si arriva a quasi 900 milioni. Ma siamo ancora lontani dal capire come si raggiungerà il miliardo e mezzo su dieci anni promesso da Renzi.

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