L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 26 ottobre 2016

Banca Etruria - Renzi dormiente, non è un caso

Salvate le banche, il governo dimentica l’arbitrato. Migliaia di cittadini privati della possibilità di ottenere i rimborsi dovuti. Iniziative di Federconsumatori e Adusbef

Salvate le banche, il governo dimentica l’arbitrato. Migliaia di cittadini privati della possibilità di ottenere i rimborsi dovuti. Iniziative di Federconsumatori e Adusbef
A distanza di quasi un anno dalla vicenda delle 4 banche, Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria e Cassa di Risparmio di Ferrara, ancora latitano i decreti attuativi sull’arbitrato. Una condotta inqualificabile del Governo e del Ministero, che stanno privando migliaia di cittadini dei rimborsi dovuti.
Da un lato, infatti, coloro che possono accedere all’indennizzo forfettario non è detto che lo vogliano fare (rinunciando al 20% del capitale), potrebbero scegliere di percorrere la strada dell’arbitrato per ottenere il ristoro integrale di quanto gli è stato sottratto. Dall’altro lato vi sono inoltre tutti coloro che non sono in possesso dei requisiti necessari per accedere a tale indennizzo (35 mila euro di reddito Irpef nel 2014 o i 100 mila euro di reddito mobiliare) e possono solo ricorrere all’arbitrato per avere indietro i propri risparmi sottratti con un colpo di mano dall’operazione salvabanche.
In questo modo si privano i risparmiatori della libertà di scegliere una strada piuttosto che l’altra. Un comportamento intollerabile quello del Governo, che aveva assicurato come la questione dei rimborsi fosse una assoluta priorità. Non dimentichiamo che proprio a causa di un provvedimento dell’esecutivo i risparmiatori delle quattro banche si sono visti espropriare i propri risparmi, dopo essere stati ingannati e costretti ad investire in operazioni ad alto rischio per ottenere forme di credito.
È quindi responsabilità del Governo trovare una soluzione ed impegnarsi attivamente perché finalmente i cittadini possano ottenere i dovuti rimborsi. Per questo come  Federconsumatori e Adusbef  abbiamo chiesto  un  incontro urgente al ministero affinché si possa finalmente avviare una efficace procedura di arbitrato, anche alla luce del parere del Consiglio di Stato sull’attuale bozza, che evidenzia mancanza di chiarezza e carenza di tutela per gli investitori. Se non vi dovessero essere sviluppi in tal senso e l’arbitrato non dovesse diventare subito percorribile siamo pronti ad organizzare, come abbiamo già fatto, manifestazioni e iniziative di protesta per far sì che questa intollerabile situazione arrivi ad una soluzione certa e definitiva.

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