L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 26 ottobre 2016

Claudio Borghi, un sano realismo

Manovra, Borghi (Lega).”Tecnici Bruxelles a Roma? Io li avrei accolti con un plotone di carabinieri”


Agenpress – “Se fosse vero, e mi risultano conferme su questo, a che titolo devono venire dei tecnici dell’UE a casa nostra? Io li avrei accolti con un plotone di carabinieri, alla maniera di Sigonella, ma con qualche motivo in più. O siamo uno Stato sovrano e decidiamo noi come fare, con tutte le conseguenze del caso, oppure se il bilancio deve essere concordato con dei tecnici, allora a quel punto tanto vale che aboliamo il governo e lasciamo fare all’UE. Capirei gli ispettori se il Paese avesse preso tanti fondi dall’Ue e poi uno deve stare attento che questi fondi debbano essere spesi in modo decente, questo ci sta. Ma noi non abbiamo preso un centesimo, abbiamo solo pagato. E dobbiamo trovarci anche gli ispettori in casa”.

E’ quanto ha detto il Prof. Claudio Borghi, economista della Lega Nord, è intervenuto ai microfoni della trasmissione sui tecnici dell’Ue a Roma.

Manifestazione per il sì al referendum, con slogan anti-austerity. “I fatti sono che stanno facendo una manifestazione per una riforma costituzionale, che inserisce 12 volte la parola Unione Europea in Costituzione, che fa inserire un articolo che dice: la sovranità appartiene allo Stato, in accordo con i vincoli imposti dall’UE. Come faccio a rimanere serio dicendo che sto facendo una manifestazione anti-europeista a favore di una riforma che ti vincola all’UE”.

Spese straordinarie. “Non capisco perché dobbiamo rendere conto delle nostre spese. Non stiamo spendendo soldi dell’UE. Rispetto a quello che riceviamo dall’UE, quest’anno paghiamo in più circa 5 miliardi. E se invece di pagarne 5 all’UE, noi trattenessimo questi 5 miliardi per risolvere le nostre criticità non sarebbe una cosa più giusta. Con quale coraggio si può pensare che noi dobbiamo qualcosa a qualcuno?”

Sulla legge di bilancio. “Tira aria di commedia –ha affermato Borghi-. Il fatto che l’Europa dirà la sua dopo il referendum, se vincerà il no i problemi, i richiami, i moniti se li beccherà il governo che segue, se vince il sì Renzi avrà mano libera per dire: Ce lo dice l’Europa. Quindi svanirà questa manovra elettorale e verrà riscritta quella vera. In questo momento stiamo vedendo una finanziaria elettorale che non è vera, poi dopo il referendum vedremo la vera manovra, in continuità con i governi Monti e Letta”.

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