L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 ottobre 2016

Deutsche Bank - la salveranno, saranno costretti a salvarla, 75 mila miliardi di derivati

Come Deutsche Bank potrebbe evitare il bail in

Le stesse regole europee permetterebbero a Berlino di poter negoziare un’esenzione. Ma la Merkel non vuole agire. Perché questo indebolirebbe la posizione della Germania nella UE


DARIO FERRI
domenica 02 ottobre 2016 12:12

Ufficialmente Angela Merkel ha fatto sapere di non avere alcun interesse nel salvataggio di Deutsche Bank perché questo non rispetterebbe le regole sul bail in che la Germania stessa ha tanto voluto e che ora la Cancelliera non intende violare. Nella realtà le stesse regole europee permetterebbero a Berlino di poter negoziare un’esenzione per Deutsche. A prevederlo è l’articolo 44 della direttiva sui salvataggi bancari, che autorizza le autorità di risoluzione, con l’assenso della Commissione Ue, ad esonerare dall’azzeramento delle obbligazioni subordinate o dei depositi oltre i 100 mila euro, quelle banche che costituiscono un rischio finanziario sistemico per le loro interconnessioni. Un successivo regolamento ha declinato meglio il concetto, spiegando che il rischio di contagio deve essere «ampio».
Come Deutsche Bank potrebbe evitare il bail in

Ovvero esattamente il caso di Deutsche Bank, non a caso definita dal FMI un pericolo per la stabilità del sistema finanziario mondiale. D’altro canto la banca tedesca ha un “gap di credibilità di 35 miliardi di euro”, secondo quanto scrive il Financial Times (Ft) sulla base delle differenza tra il patrimonio tangibile (50 mld) e la capitalizzazione di Borsa pari a 16 miliardi di euro. “Questo segnala una elevata incertezza sul vero valore del patrimonio di Deutsche Bank” spiega al quotidianoKevin Dowd, professore di finanza all’università di Durham. Sui 985 miliardi di attività finanziarie in pancia alla prima banca tedesca, il microscopio è puntato soprattutto, spiega il quotidiano britannico, sui 28,8 miliardi di attivita’ di tipo “level 3”. Si tratta di attività finanziarie difficili da prezzare, spesso Over the counter, che il mercato giudica tutte completamente illiquide, “spazzatura”. In valore assoluto il livello di attività finanziarie di tipo “level 3” in pancia alla Deutsche Bank sono inferiori a quelle in pancia ad “altre sette grandi banche globali”. Queste ultime però hanno attività “level 3” oscillanti tra il 20% il 30% del Tier 1 (il patrimonio di base di primo livello) mentre quelle in capo alla banca tedesca raggiungono il 50% del Tier 1. Livelli superiori alla banca tedesca riguardano solo Barclays e Credit Suisse intorno al 60%, ma queste godono di un migliore rapporto con la capitalizzazione di Borsa. Ben 7 grandi banche globali hanno attivita’ “level 3” che oscillano tra il 25% e il 50% della loro capitalizzazione di Borsa, Barclays e Credit Suisse viaggiano intorno al 125%, mentre Deutsche Bank viaggia intorno al 180%.


DeutscheBank, la caduta del titolo nell’ultimo anno (Il Sole 24 Ore)

La scommessa sui tassi d’interesse

D’altro canto, spiega oggi Il Sole 24 Ore, se la maggior parte degli analisti è convinta che la banca non sia certo sull’orlo del collasso e che probabilmente non avrà bisogno degli aiuti di Stato ventilati negli ultimi giorni (legalmente possibili, ma politicamente tossici per il cancelliere Angela Merkel sia sul fronte interno sia su quello europeo, dopo la linea dura assunta sulle banche italiane, come sosteneva la stampa tedesca), è altrettanto diffusa la convinzione che avrà bisogno quanto prima di un aumento di capitale e che potrebbe annunciarlo una volta chiusa la partita con il Dipartimento di Giustizia Usa.

«Gli ultimi eventi hanno sottolineato che l’attuale modello di business di Deutsche Bank è insostenibile – afferma Jacob Funk Kirkegaard, economista del Peterson Institute di Washington. – Semplicemente non le può essere consentito di operare con un bilancio da 1.500 miliardi di euro e solo poche decine di miliardi di euro di capitale». L’incertezza degli investitori sul bilancio di Deutsche Bank è accentuata anche dall’enorme portafoglio di derivati (oltre 600 miliardi), nel quale l’attenzione dei mercati è concentrata soprattutto sull’attivo cosiddetto di livello 3, pari a 28,8 miliardi di euro, il cui valore viene calcolato sulla base di modelli interni e viene ritenuto da molti investitori opaco, oltre che illiquido. Fa parte di queste posizioni, secondo informazioni raccolte dal Sole 24 Ore in ambienti finanziari a Londra e a Francoforte, una “scommessa” sui tassi d’interesse che comporta per Deutsche Bank una perdita finché i tassi restano agli attuali livelli vicino allo zero.


Deutsche e Lehman a confronto (fon

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