L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 ottobre 2016

gli ebrei non accettano che il mondo li mette davanti alle loro responsabilità gravi ed inoppugnabili, vogliono eliminare il popolo palestinese, la loro cultura, la storia, l'identità

Israele sospende rapporti con Unesco

Decisione ministro Bennett dopo Risoluzione sul Monte del Tempio. Anp, da Unesco chiaro messaggio a Israele. Unesco: patrimonio Gerusalemme è indivisibile


Un'immagine del Monte Tempio, come gli ebrei chiamano la Spianata delle Moschee a Gerusalemme © ANSA/EPA

Redazione ANSA
14 ottobre 2016 15:14NEWS

Il patrimonio di Gerusalemme "è indivisibile e ognuna delle sue comunità ha diritto all'esplicito riconoscimento della sua storia e del suo legame con la città": lo dice in una nota la direttrice generale dell'Unesco, Irina Bokova. "Negare, nascondere o voler cancellare una o l'altra delle tradizioni ebraica, cristiana o musulmana significa mettere in pericolo l'integrità del sito, contro i motivi che giustificarono la sua iscrizione nella lista del patrimonio mondiale" dell'Unesco. "A Gerusalemme le tradizioni e i patrimoni ebraico, cristiano, musulmano, sono legati come in nessun altro posto al mondo sostenendosi reciprocamente. Queste tradizioni culturali e spirituali si appoggiano su testi e riferimenti, noti a tutti, che sono parte integrante dell'identità e della storia dei popoli", afferma Bokova, ricordando che "nella Torah Gerusalemme è la capitale di Davide, il Re degli ebrei, dove Salomone costruì il Tempio che custodiva l'Arca dell'Alleanza. Nel Vangelo è il luogo della passione della resurrezione di Cristo. Nel Corano è la destinazione del viaggio notturno (Ista) del Profeta Maometto dalla Mecca fino alla Moschea Al Aqsa". "In questo microcosmo della nostra diversità spirituale- continua Bokova nel comunicato diffuso a Parigi - popoli diversi frequentano gli stessi luoghi, spesso con denominazioni diverse. Il riconoscimento, l'uso e il rispetto di queste denominazioni sono essenziali. La Moschea Al Aqsa/ Al-Haram-al-Sharif, sacro santuario dei musulmani, è anche lo Har HaBayit - o Monte del Tempio - il cui Muro Occidentale è il luogo più sacro del giudaismo a pochi passi dal Santo Sepolcro e del Monte degli Ulivi venerati dai cristiani". E ancora: "L'eccezionale valore universale della città, che le è valsa l'iscrizione nel patrimonio Unesco, sta proprio in questa sintesi che rappresenta un appello al dialogo, non al confronto". "La nostra responsabilità collettiva - avverte la numero uno dell'Organismo Onu per Scienza, Educazione e Cultura - consiste nel rafforzare questa coesistenza culturale e religiosa, con la forza degli atti e delle parole. Un'esigenza più forte che mai per placare le divisioni che danneggiano lo spirito multiconfessionale" di Gerusalemme. Responsabilità dell'Unesco è ricordare al mondo che "formiamo una sola umanità e che la tolleranza è l'unica via per vivere in un mondo di diversità", conclude Bokova.

Il ministro israeliano dell'istruzione Naftali Bennett ha deciso di sospendere da subito "tutte le operazioni" con l'Unesco dopo la decisione dell'organismo sul Monte del Tempio, come gli ebrei chiamano la Spianata delle Moschee. Lo scrive il sito di Maariv secondo cui "non ci saranno incontri con i rappresentanti dell'Unesco o la partecipazione a conferenze internazionali", e non avrà luogo "alcuna cooperazione con un'organizzazione professionale che fornisce supporto al terrorismo".

L'organizzazione dell'Onu ha votato ieri una Risoluzione che, a giudizio dello stato ebraico, non riconosce i legami con il Monte del Tempio (come gli ebrei chiamano la Spianata delle Moschee a Gerusalemme) e il Muro del Pianto.

La Risoluzione - presentata dai Palestinesi insieme ad Egitto, Algeria, Marocco, Libano, Oman, Qatar e Sudan - è stata approvata da 24 paesi, respinta da 6 (Usa, Germania, Gran Bretagna, Lituania, Estonia, Olanda). In 26 si sono astenuti (Italia compresa), mentre i rappresentanti di 2 nazioni non erano presenti al momento del voto.

La Risoluzione dell'Unesco sulla Spianata delle Moschee (che gli ebrei chiamano Monte del Tempio) "è un messaggio chiaro per Israele di mettere fine all'occupazione e di riconoscere lo stato palestinese con Gerusalemme est capitale inclusi i luoghi santi cristiani e musulmani"". Lo ha detto Nabil Abu Rudeina, portavoce del presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen (Mahmoud Abbas) dopo il provvedimento adottato ieri dall'Unesco."La comunità internazionale - ha spiegato Rudeina, citato dai media palestinesi - non è d'accordo con le politiche che proteggono l'occupazione e contribuiscono al caos e all'instabilità"

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