L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 ottobre 2016

Israele ha paura di non poter coprire più i suoi accoliti nelle file dei tagliagola

Israele teme gli S-300 russi in Siria: "Richieste immediate procedure"

Israele: “Le misure di sicurezza supplementari sono ritenute imperative per stilare nuovi protocolli e regole di ingaggio da integrare nei meccanismi esistenti”. Il Nord di Isreale è nel raggio dei missili russi.
Franco Iacch - Sab, 08/10/2016 - 12:08

L'esercito israeliano ha richiesto al Ministero della Difesa russo di concordare immediati protocolli aggiuntivi e regole di interoperabilità a causa del rafforzamento dei gruppi missilistici di difesa aerea in Siria.


Israele teme la capacità dei nuovi Antey-2500, in grado di rilevare qualsiasi piattaforma di quarta generazione avanzata occidentale. Secondo i russi, l’S-300VM sarebbe in grado di ingaggiare anche le piattaforma a bassa osservabilità. Per Mosca, 'l'invisibilità' è un'illusione occidentale.

Secondo fonti diplomatiche “le misure di sicurezza supplementari sono ritenute imperative per stilare nuovi protocolli e regole di ingaggio da integrare nei meccanismi esistenti”. Il Ministero della Difesa russo starebbe già stilando le nuove procedure. Mosca conferma il rischieramento del sistema S-300VM/SA-23 nel porto di Tartus (non capendo il clamore occidentale), ma non sarebbero ancora entrati in funzione. E’ la prima volta che i russi schierano i sistemi SA-23 fuori da loro confini. Nelle settimane scorse, diverse agenzie di intelligence paventavano l’imminente schieramento dei sistemi S-300 VM in Siria. Il raggio di scoperta dell’Antey-2500 è in grado di coprire l’intero lato settentrionale di Israele. Battaglioni S-400 sono operativi presso la base di Hmeymim da quasi un anno.
Israele - Russia: un anno fa il primo canale di coordinamento tattico

Un anno fa, poche ore dopo il dispiegamento russo in Siria, i due paesi crearono un canale di coordinamento per evitare incidenti. Più volte, così come confermato dal Ministro della Difesa Moshe Ya'alon, i velivoli russi hanno violato lo spazio aereo di Israele. Mosca, dallo scorso ottobre, ha istituto una no-fly zone che comprende la maggior parte della Siria e parte di Israele, Golan compreso. Lo schermo difensivo copre anche la zona meridionale della Turchia e le basi utilizzate dagli USA per i raid in Siria. Il consenso russo per ogni tipo di volo nelle zone controllate è implicito. Nonostante il coordinamento, in almeno due occasioni le forze terrestri russe avrebbero aperto il fuoco contro i caccia israeliani.
Le specifiche del sistema SA-23

L’S-300VM Antey-2500, denominazione Nato SA-23 Gladiator \ Giant, è un sistema mobile di difesa aerea multicanale a medio-lungo raggio della Almaz – Antey. E’ progettato per contrastare minace stratificate come missili balistici e piattaforme strategiche a bassa osservabilità. Può rilevare bersagli fino a 250 km ad un altitudine compresa dai 250 metri ai 30 chilometri. L’Antey può contemporaneamente impegnare 24 piattaforme, comprese quelle a bassa osservabilità o 16 missili balistici con una RCS, sezione equivalente radar, di 0,02 metri. La velocità massima di intercettazione è di 4500 metri al secondo. L’Antey-2500 può proteggere efficacemente una superficie massima di 2.500 mq. L’SA-23 lancia due tipi di missili altamente manovrabili: il 9M82M ed il 9M83M. Il primo è progettato per intercettare missili balistici a medio raggio ad una distanza massima di 200 km. Il missile 9M83M è ritenuto in grado di contrastare le minacce a corto raggio. Le due varianti possono essere configurate nella medesima batteria. Un battaglione SA-23 in configurazione standard include sei missili 9M82M (Giant) e 24 9M83M (Gladiator). I radar conferiscono una diversa copertura in azimuth ed emisferica in elevazione: la differenza dipende dal tipo di schermatura primaria e secondaria. Secondo i dati ufficiali, l’S-300VM Antey-2500 ha una probabilità di intercettare un obiettivo balistico pari al 98%.

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