L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 25 ottobre 2016

La globalizzazione è servita per uniformare i mercati dei consumatori, massacrare le industrie locali, aumentare i profitti delle multinazionali, una volta raggiunto il risultato l'effetto è stato l'impoverimento di masse crescenti, oggi c'è la reazione cieca istintiva che diverse forze politiche raccolgono ma non con la consapevolezza profonda e niente strategie alternative

Barclays: la globalizzazione è in fin di vita

25 ottobre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – La crescita dell’economia mondiale sarà compromessa dal fenomeno delle “politiche della rabbia“. La rabbia contro le ingiustizie sociali ed economiche della globalizzazione che sono state alimentate dalle politiche delle élite. La globalizzazione è in grave crisi. L’avvertimento viene dagli analisti di Barclays.

A contribuire sono tutta una serie di nuove politiche e fenomeni socio economici, come la Brexit, il populismo in Europa, l’ascesa di Donald Trumpnegli Stati Uniti e le proteste contro le disuguaglianze di reddito aumentate ancora dopo lo scoppio di una crisi finanziaria causata principalmente dalle banche

La globalizzazione è in fin di vita, secondo la banca britannica, e con tutta probabilità “persino una moderata de-globalizzazione metterebbe un freno alla crescita economica globale”, scrive nel report Marvin Barth, head of European FX strategy presso Barclays.
Economia globale frenata da “politiche della rabbia”

Sarebbe una svolta per i mercati finanziari mondiali, che – ultimamente favoriti dalle droghe monetarie delle banche centrali – hanno registrato una crescita progressiva dei prezzi dalla Guerra Fredda a oggi. Il rialzo dei valori di Borsa lo si deve soprattutto all’apertura delle frontiere resa possibile dalla globalizzazione, così come agli scambi commerciali sempre più liberi da dazi e controlli doganali.

Ma negli ultimi anni i volumi dei prodotti scambiati nel mondo sono scesi, di pari passo con l’arrivo del fenomeno di quelle che Barclays chiama le “politiche della rabbia” nelle economie dei paesi industrializzati. Sta venendo a mancare sempre di più la fiducia nella legittimità della classe politica e delle istituzioni economiche. A metterla in discussione sono i cittadini, in particolare quelli che si sono sentiti “derubati” negli anni pre e post crisi.

Il risultato, osserva Barclays nel suo rapporto, è che si è formata un’ondata protezionista che minaccia l’economia mondiale. A mettere in crisi la globalizzazione sono le restrizioni imposte ai movimenti dei beni, delle persone, del lavoro, dei servizi e del capitale. A questo si è unita “l’erosione della fiducia nelle istituzioni internazionali” o europee, come l’Organizzazione Mondiale del Commercio o l’Unione Europea.

http://www.wallstreetitalia.com/barclays-globalizzazione-fin-di-vita/

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