L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 ottobre 2016

La Lega va a scuola, ama Pertini e la Nazione italiana e ciò non è male

Fan di Pertini e nazionalisti, la metamorfosi dei nuovi aspiranti dirigenti leghisti

Dalle risposte al questionario di ammissione alla scuola di formazione politica del Carroccio, un ritratto inedito della base, che ama Salvini e rivaluta Berlusconi
di MATTEO PUCCIARELLI
02 ottobre 2016

(fotogramma)

Amano Sandro Pertini, rivalutano Silvio Berlusconi e ormai la pensano come Matteo Salvini: il nord non è più la priorità della Lega. Oggi era il primo giorno della cosiddetta "Scuola di formazione politica" del Carroccio, giunta alla sua seconda edizione. Due sedi per i corsi: una a Milano e l'altra a Roma. A coordinare le lezioni c'è Armando Siri, un passato da socialista, da giornalista e infine il presente nel nuovo gruppo di comando salviniano. Gli studenti per poter partecipare (oltre ad aver versato la quota di 590 euro) hanno prima dovuto compilare un questionario di ammissione online, descrivendo le proprie idee e anche un po' se stessi.

Sedici domande anche abbastanza impegnative per certi versi, se non filosofiche; risposte quasi sempre stringate. "Che cos'è per te la politica?", è la numero due. "Come il cane pastore che si occupa del suo gregge, una questione di istinto. Se c'è una buca per la strada, un problema, devo risolverlo", scrive il 51enne Marco. Per Devis, "senza politica e senza confronto ci sarebbe il caos". Emanuele vola alto: "È tensione verso l'onore e l'autonomia della propria nazione, è saper offrire condizioni di giustizia sociale, è lungimiranza". Andrea: "È lo strumento del popolo". E Stefano, quasi poetico: "La politica è lavorare per tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta".

Un quesito invece è a metà tra format televisivo e colloquio di lavoro: "Descriviti con tre aggettivi". "Serio, concreto, disponibile e fedele", risponde Marco (con quattro aggettivi). Caterina è "testarda, determinata e socievole". Matteo si considera "solare, dinamico e onesto". Emanuele si descrive "solerte, preciso, intransigente, sono sempre un buon simpatico meridionale". Ma preferisce lavorare da solo, in gruppo solo se la pensano tutti come lui. Cristian non è a corto di autostima: "Leader, carismatico, organizzatore". Andrea: "Caparbio, fantasioso e testardo". Un altro Marco: "Carismatico, concreto e sicuro". C'è anche Alessandro che, almeno lui, tra le sue qualità intravede l'umiltà. Comunque sia, concretezza e testardaggine primeggiano tra le varie risposte.

Politicamente parlando, i mostri da abbattere sono due quasi per tutti: burocrazia e tasse. Matteo da Sassari comunque rileva che "Salvini insieme alla Meloni è l'unico che parla alla pancia del Paese". Ma vorrebbe essere "colui che con il suo team riesce a fare breccia nella pancia del centro-sud Italia". Insomma, il concetto di "pancia" lo stuzzica molto. Un partecipante di 22 anni ammette di non aver mai fatto politica ("ma posso dire di essere il consigliere di fiducia di mio padre") e vorrebbe "dare un contributo morale ed intellettuale alla mia nazione, svenduta alle logiche del neoliberismo e della finanza internazionale". Neanche il veronese Marco ha mai fatto politica, ma è stato capoclasse e capitano della sua squadra di calcio, da lì ha capito che è bello "mettersi a disposizione" degli altri.

Nessuno mette in discussione la svolta nazionale di Salvini, anzi, qualcuno propone di cambiare il nome alla Lega. Il segretario federale è considerato uno spiraglio ("Sta informando cosa fanno gli uomini di potere a discapito dei cittadini, delle mangerie che fanno con l'immigrazione e delle loro sporche mosse") e un ottimo megafono ("utilizza bene i social, quella comunicazione va sfruttata al max!").

La tredicesima domanda è "Qual è stato, secondo te, il miglior Presidente della Repubblica Italiana?". In testa solitario e con
grande distacco c'è Sandro Pertini, socialista e antifascista. Scrive Andrea: "Ha conosciuto l'esilio e ha fatto anche il muratore. Persona con grande umanità, come quando andò a trovare un giovane neofascista in ospedale perché vittima di aggressione".

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