L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 ottobre 2016

La riduzione di lavoro a parità di salario è un classico esempio di come l'economia sia al servizio dell'uomo e non viceversa come fa il Capitalismo

Svezia: diminuiscono le ore di lavoro e aumenta la produttività

In Svezia, alla diminuzione delle ore lavorative sembra corrispondere un aumento della produttività.

di Vanessa_Romani
Pubblicato il 28 ottobre 2016 13:38



La Svezia sembra aver intuito quale sia il modo migliore per assistere ad un aumento della produttività, nonché alla felicità del lavoratore e quindi dell’individuo stesso.
L’esperimento, che consiste nel diminuire le ore di lavoro da 8 a 6, è partito dal comune di Göteborg, nella Svezia meridionale, dove i lavoratori avrebbero svolto le loro solite mansioni per 30 ore settimanali, percependo comunque il medesimo stipendio. L’iniziativa, nata dall’esigenza di ridurre le assenze di malattia e al contempo di favorire la produzione da parte dei lavoratori, sta riportando ottimi risultati.

Il sorprendente aumento della produttività


Non mancano i dubbi sulla buona riuscita di questo esperimento, considerando le esigenze eventuali delle amministrazioni riguardo le varie spese da sostenere.
Sorprendentemente – ma forse nemmeno troppo – i risultati sono stati molto buoni, basti pensare ai successi ottenuti nei centri Toyota che già tredici anni fa diminuì le proprie ore lavorative riportando un aumento degli introiti.

A questo si aggiunge il recente risultato ottenuto dalla casa di riposo Svartedalens in cui per la durata di un anno, 68 dipendenti hanno lavorato con un turno di 6 ore percependo lo stesso salario di quando ne lavoravano 8.
Un anno dopo questo esperimento, i ricercatori hanno costatato come, alla diminuzione delle ore lavorative, è corrisposto un vero e proprio aumento della produzione. Confrontando difatti la situazione dei dipendenti che lavorarono 6 ore, rispetto a quelli che ne lavoravano 8, i primi si sono ammalati la metà di quanto si sono ammalati i secondi, così come i primi hanno richiesto meno ore di permesso rispetto ai secondi.

Tra dubbi e speranze


Questi esperimenti, seppur non mancanti di buoni risultati, non esulano da critiche, come il fatto che l’ambito lavorativo su cui si è sperimentata la diminuzione di lavoro è diverso rispetto ad altri lavori come quelli di ufficio, pertanto non si può garantire che ci siano i medesimi risultati.
D’altra parte però, a questa critica si risponde con il risultato dei ricercatori che dimostrarono come non necessariamente, a un aumento di lavoro, corrisponda un aumento di produttività.
Un altro dubbio che si cela dietro questo esperimento è che ad un ridotto orario lavorativo debba corrispondere un’assunzione di altro personale che ricopra i vari turni e questo potrebbe scontarsi con la sostenibilità economica.

Al di là dei vari dubbi e critiche, un dato è certo: la Svezia sta cercando di pensare alla felicità dell’individuo che corrisponde all’avere del tempo personale con cui poter gestire la vita privata non tralasciando al contempo l’attenzione alla produttività.

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