L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 28 ottobre 2016

Le porterei statunitensi che si spostano dove vogliono, compreso il Mediterraneo

A Bruxelles la Nato prepara la nuova "guerra fredda" E la Russia risponde con Satan 2

Venti bellici in Europa.







E la stampa di Mosca presenta il nuovo missile nucleare multi testata, Satan 2, che può distruggere da solo un paese grande come la Francia.
I 28 ministri della Difesa della Nato sono stati in «conclave» fino a ieri a Bruxelles con lo spauracchio russo lanciato dal segretario generale. Jens Stoltenberg ha puntato il dito contro il gruppo navale della flotta del nord guidato dalla portaerei Admiral Kuznetsov e diretto verso il Mediterraneo orientale di fronte alla Siria. «Può essere utilizzato per potenziare la capacità della Russia nelle operazioni di combattimento in Siria e per aumentare i bombardamenti su Aleppo. Ciò solleva serie preoccupazioni - ha dichiarato Stoltenberg - e interrogativi sull'impegno (di Mosca, ndr) a lavorare per una soluzione politica del conflitto». Per le porterei americane che si spostano dove vogliono, compreso il Mediterraneo, e lanciano raid contro i terroristi nessuno ha mai protestato. Il gruppo navale russo tallonato da unità della Nato ha passato la Manica e avrebbe dovuto fare una sosta tecnica nell'enclave spagnola di Ceuta. Il governo di Madrid è stato travolto dalle critiche degli alleati più duri della Nato e dallo stesso segretario generale. La flotta russa ha rinunciato alla sosta, ma non avrà problemi a farlo in paesi del Nord Africa come l'Egitto dove Mosca sta meditando di riposizionarsi con nuove basi.
Stoltenberg ha rincarato la dose sottolineando lo spostamento dei lanciamissili Iskander nell'enclave di Kaliningrad, fra Lituania e Polonia, che possono lanciare testate nucleari. E puntato il dito contro «la Russia che ha triplicato le sue spese per la difesa» e continua a «destabilizzare l'Ucraina attraverso il sostegno ai separatisti».
Per questo gli alleati hanno confermato a Bruxelles il dispiegamento già deciso di 4 gruppi di battaglia sul fronte dell'Est, compresi 140 italiani a sostegno del battaglione a guida canadese in Lettonia. L'Alleanza li considera «una forza per prevenire i conflitti» ma i russi la interpretano «come una provocazione». L'Italia con Pinotti cerca di stemperare spiegando che la Nato «deve guardare alle minacce a 360 gradi. Non credo si debba concentrare esclusivamente» sull'orso russo. Il ministro della Difesa spera «che si parli anche di dialogo (con Mosca) e non solo di deterrenza».
Nel clima da nuova guerra fredda i media di Mosca fanno sapere che il missile RS 28, noto come Satan 2, sarà pronto per il 2018. Un'arma da fine del mondo con 16 testate nucleari. E gittata da 10mila chilometri, che secondo l'agenzia Sputnik «è in grado di sconvolgere con le sue testate multiple un'area grande quanto la Francia o il Texas». Un motivo in più per spostare l'attenzione sul Mediterraneo, il «fronte» più caldo per l'Italia, che ha chiesto una mano alla Nato per la flotta europea sotto nostro comando, che recupera i profughi ed i clandestini partiti con i barconi dalla Libia. «Stiamo studiando - ha spiegato Stoltenberg - come sostenere l'operazione Sophia, soprattutto nell'area della logistica e dello scambio di informazioni». E Pinotti ha annunciato la richiesta italiana «di trasformare il comando alleato di Napoli in un hub per il Mediterraneo». Il mare nostrum attorno al quale si svolgono «gran parte delle missioni che oggi vediamo come più pericolose».

Nessun commento:

Posta un commento