L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 ottobre 2016

ma gli ebrei sono parte integrante delle Consorterie Guerrafondaie Statunitensi che hanno voluto la Rivoluzione a Pagamento in Siria, non è sufficiente dire che c'è un olocausto ma è necessario indicare chi l'ha prodotto

Il rabbino capo di Israele: "In Siria un piccolo Olocausto"
14 ottobre 2016 18:23

TEL AVIV - Il rabbino capo sefardita di Israele Yitzhak Yoseph ha definito la guerra civile in Siria "un piccolo Olocausto" ed ha esortato gli ebrei a non rimanere in silenzio di fronte a questa situazione.

Yoseph - che è anche capo della suprema corte rabbinica- ha parlato in un incontro, favorito dal presidente di Israele Reuven Rivlin, tra leader religiosi ebrei e musulmani. Tra questi anche il palestinese Mahmoud al-Habash, consigliere per gli affari religiosi del presidente Abu Mazen e giudice delle Corti della Sharia dell'Autorità nazionale palestinese (Anp).

"Non lontano da qui mentre noi siamo seduti in questo posto, nella nostra vicina Siria e in particolare ad Aleppo - ha detto Yoseph - ogni giorno donne, uomini e bambini sono uccisi con armi chimiche, biologiche e bombardamenti. Milioni di profughi non sanno dove vivere, centinaia di migliaia di altri sono in preda alla fame e sotto assedio. Non sono nostri amici, ma sono essere umani alle prese con un piccolo Olocausto".

Sia i religiosi ebrei sia quelli musulmani hanno poi fatto appello per la fine delle violenze tra israeliani e palestinesi.

Nessun commento:

Posta un commento