L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 ottobre 2016

Monte dei Paschi di Siena - derivati, morti. Onorabilità e professionalità sono una tantum

Mps patteggia: 10,6 milioni tra confisca e multa nel processo sui derivati
La banca ha patteggiato una sanzione pecuniaria di 600 mila euro e una confisca di 10 milioni di euro per uscire dal procedimento sulla serie di presunte operazioni finanziarie irregolari con cui sarebbero state occultate le perdite dopo l'acquisto da parte della banca senese di Antonveneta. Dal cda ok a Morelli

14 ottobre 2016



(ansa)MILANO - Il gup di Milano Livio Antonello Cristofano ha ratificato la richiesta di patteggiamento a 600mila euro di sanzione penale con la confisca di 10 milioni di euro presentata nei mesi scorsi da Monte di Paschi di Siena. La banca era imputata per la violazione della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle società per reati commessi dai propri dipendenti nell'ambito dell'inchiesta sull'istituto senese per le operazioni 'Fresh', 'Santorini' e 'Alexandria'.

Con il patteggiamento l'istituto di credito senese, imputato in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti (legge 231 del 2001), esce dal procedimento dopo che, lo scorso luglio, aveva annunciato di aver raggiunto un accordo con i pm Giordano Baggio, Mauro Clerici e Stefano Civardi per patteggiare la sanzione pecuniaria e la confisca di 10 milioni di euro a carico della stessa banca. Accordo ratificato stamani dal giudice.

Nell'ambito del procedimento trasmesso dalla Procura di Siena a quella di Milano - con al centro le operazioni sui derivati Santorini e Alexandria, sul prestito ibrido Fresh e sulla cartolarizzazione Chianti Classico, attraverso le quali, per la Procura milanese sarebbero stati indicati centinaia di milioni di euro di utili, mai prodotti effettivamente - il gup Cristofano, su richiesta dei pm, lo scorso 1 ottobre ha rinviato a giudizio 16 imputati tra cui Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri, rispettivamente ex presidente, ex direttore ed ex responsabile dell'area finanza dell'istituto di credito toscano.

Il processo, che riguarderà anche, tra gli altri, Nomura International Plc, Deutsche Bank AG e la sua filiale londinese, prenderà il via il prossimo 15 dicembre davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Le accuse, a vario titolo, sono di falso in bilancio, aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza.

Con le presunte operazioni irregolari, stando alle indagini, sarebbero state occultate perdite miliardarie con dati di bilancio truccati per oltre 2 miliardi di euro. E per quanto riguarda la posizione di Mps, in sostanza, secondo l'accusa, Rocca Salimbeni non avrebbe adottato le procedure per evitare che gli allora vertici, Mussari, Vigni e Baldassarri, tra il 2009 e il 2012, commettessero i reati contestati, a vario titolo, in concorso con altri imputati. Da qui l'imputazione per la legge sulla responsabilità amministrativa.

Fuori dalla vicenda giudiziaria, si è concluso il cda del Monte di oltre sette ore. Sul tavolo anche i criteri di onorabilità del amministratore delegato Marco Morelli. "Tutto ok", ha risposto ai giornalisti
un consigliere all'uscita da Rocca Salimbeni. Durante la riunione del Cda è stato trattato l'avanzamento del piano industriale, la cui discussione nel merito - secondo quanto si apprende - inizierà dalla prossima seduta. Il piano verrà approvato il 24 ottobre.

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