L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 ottobre 2016

Monte dei Paschi di Siena - il Sistema mafioso-massonico-politico del Pd in affanno non riesce proprio a tamponare la falla. Non ha le capacità intellettuali di provvedere alla bisogna, le capacità morali non le ha mai avute

Banche, il Fmi asfalta Renzi: "Sforzi dell'Italia insufficienti"
Renzi è sempre più in crisi. Il Fmi boccia le sue politiche economiche e lo mette in guardia: "Affrontare le sfide delle banche deboli"
Sergio Rame - Mer, 05/10/2016 - 15:41

Gli "sforzi" del governo italiano per le banche e la pulizia di crediti deteriorati "potrebbero non essere sufficienti a ridurre" le sofferenze "tanto e abbastanza velocemente quanto necessario per rafforzare il sistema bancario".



Nel Global Financial Stability Report il Fondo monetario internazionale (Fmi) cita le misure fiscali, quelle per accelerare le procedure di insolvenza, il meccanismo Gacs e il fondo Atlante. E invita le autorità italiane a valutare "immediatamente" la qualità del credito delle banche più piccole non soggette alla vigilanza della Bce e monitorare gli "ambiziosi" obiettivi di riduzione delle sofferenze a medio termine per accertarsi che siano raggiunti.

I rischi a breve termine sull'economia globale sono diminuiti rispetto ad aprile, ma sono aumentati quelli a medio termine. Per il Fmi è importante che le istituzioni finanziarie delle economie avanzate "si adattino a questa nuova era di bassa crescita e bassi tassi di interesse". Questa tipo di attenzione deve prestarla in particolar modo l'Italia e il premierMatteo Renzi che, in questi mesi, si trova a dover affrontare lo spinoso tema del salvataggio delle banche sofferenti. Banca Etruria e compagnia sono, infatti, in cima all'agenda del premier che, dopo le bordate della Banca d'Italia, della Corte dei Conti e dell'Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb), si trova oggi a dover fare i conti con la sonora bocciatura del Fondo monetario. Secondo gli economisti di Washington, il governo italiano non starebbe facendo abbastanza per risolvere l'emergenza banche.

Nel suo Global Financial Stability Report, il Fmi invita esplicitamente Renzi ad "affrontare le sfide delle banche deboli è importante per ridurre la pressione sul settore italiano più in generale". E cita il caso del Monte dei Paschi di Siena che ha annunciato un piano per privarsi di 27,7 miliardi di euro di non performing loans (prestiti non performanti) lordi o più di 10 miliardi netti e un aumento di capitale da 5 miliardi di euro. I tecnici di Washington avvertono, tuttavia, che "senza un chiaro miglioramento della capacità delle banche deboli di generare sufficiente capitale interno, gli investitori rischiano di essere titubanti nel finanziare iniezioni di nuovo capitale per compensare le perdite connesse ai crediti in sofferenza".

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