L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 ottobre 2016

Monte dei Paschi di Siena - nonostante che non abbia i requisiti Morelli è stato confermato Amministratore Delegato, le norme non valgono per i banchieri

Piano MPS, Morelli in bilico e il pasticcio di Renzi-Padoan è legato al referendum
Il piano MPS è tutto in forse, a partire dai numeri. Mentre la posizione dell'ad Marco Morelli si fa difficile, avanza l'ipotesi Saccomanni alla presidenza, già uomo di Enrico Letta al governo. Una scelta per il dopo referendum?
Giuseppe Timpone

12 Ottobre 2016, ore 11:39



Il piano di messa in sicurezza di MPS si fa sempre più ingarbugliato, “opaco” per utilizzare un termine dell’ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli. I numeri della complessa operazione finanziaria guidata dal fondo USA, JP Morgan, non quadrano e adesso c’è anche una questione non meno seria e dirompente, ossia la nomina del nuovo ad Marco Morelli, che stando allo scoop de Il Fatto Quotidiano, non godrebbe dei requisiti di “onorabilità e indipendenza”, richiesti ai manager bancari dal Testo Unico Bancario. L’uomo risulta, infatti, sanzionato per oltre 200.000 euro nel 2013, in relazione all’aumento riservato del 2009 da 950 milioni, che MPS aveva esercitato in favore, manco farlo apposta, di JP Morgan.

La nomina di Morelli dovrà essere ratificata dal cda il prossimo 14 ottobre, ma qui si apre il giallo: come faranno i consiglieri di amministrazione ad avallare una scelta del Tesoro, azionista al 4%, priva dei requisiti basilari? E come farà il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, lo stesso che comminò la sanzione tre anni fa, a chiudere gli occhi dinnanzi a questo “vulnus”, esponendo non solo Siena, ma sé stesso e Palazzo Koch alle reprimende nazionali e internazionali? 

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