L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 26 ottobre 2016

Monte dei Paschi di Siena - punti deboli, le azioni troppo volatili, c'è trattamento diverso tra nuovi e vecchi azionisti, non si sa da dove arrivano le risorse, generazione di utili ottimistica, rischi di implementazione, cinque miliardi nel contesto sono tanti, dividendi tra quattro o cinque anni, rimane il dubbio sull'imposizione agli obbligazionisti in azionisti

Mps, Morelli tira dritto. Ma giornali e analisti sono scettici 

26 ottobre 2016 11:19

















La priorità dell’ad Marco Morelli è “rimettere Monte dei Paschi sulla strada della redditività”. Lo ha ribadito questa mattina in un’intervista da Londra a Bloomberg Television. Allargando il discorso al settore bancario, un consolidamento in Italia secondo Morelli “avverrà nel corso di lungo tempo” mentre “è più difficile un ulteriore consolidamento in Europa”. Dopo aver presentato alla comunità finanziaria il nuovo piano industriale ripete che “non c’è un piano ‘B’ al momento” e che gli obiettivi che si è posto sono “conservativi”. 

Fidentiis: “Vecchi soci all’angolo, titolo non valutabile” 
La valutazione delle azioni Mps “è onestamente impossibile” mentre gli attuali azionisti della banca “sono stati messi in un angolo” rispetto alla possibilità di partecipare al rilancio della ‘nuova’ Mps. E’ quanto affermano in un report gli analisti di Fidentiis spiegando che le attuali azioni esprimono il valore della quota che verrà assegnata nella bad bank (“nella speranza di recuperare 1,6 miliardi” dai crediti in sofferenza) e “una non prevedibile quota della ‘nuova’ Mps”, in relazione alla quale “ci aspettiamo una diluizione massiccia”. In Borsa dopo lo scossone della vigilia oggi il titolo è di nuovo ripetutamente sospeso in asta di volatilità. 

Secondo Fidentiis Mps sta trattando a un multiplo di 0,6 volte il patrimonio netto tangibile al 2019, che “è pari a circa il doppio della media delle banche italiane” mentre l’obiettivo di un ritorno sul capitale dell’11% nel 2019, contenuto nel piano industriale, “potrebbe sembrare succoso” anche “se il problema qui è un altro” e cioè che “gli attuali azionisti non sono posizionati per sfruttare appieno il rilancio della banca, qualcosa che sembra destinato solo ai nuovi soci”. Fidentiis, che mantiene un giudizio sell, ritiene che la lacuna più grande della presentazione del piano di ieri sia “la completa mancanza di dettagli sulla provenienza delle risorse per coprire il deficit di capitale”. 

Ft e Wsj e Les Echos scettici su piano Morelli 
Il piano di salvataggio del Monte dei Paschi di Siena delineato dall’amministratore delegato Marco Morelli non convince del tutto la stampa finanziaria estera. A partire dal Financial Times, che nota l’estrema volatilità delle azioni e rileva: se i crediti andati a male saranno scorporati, emergerà una banca meglio capitalizzata”. Ma a quel punto “il problema diventa la generazione di utili”, che fa perno su una crescita dei prestiti che appare “ottimistica”. Tutto ciò a valle di una vendita di 28 miliardi di sofferenze e un aumento di capitale da cinque miliardi di euro la cui strada è lastricata di “rischi di esecuzione”, a detta del quotidiano della City. 

Il Wall Street Journal è forse ancora più pessimista: “gli investitori che aderiscono al salvataggio della banca italiana più problematica non emergeranno con un istituto del tutto riparato il giorno dopo l’accordo”, ma piuttosto una banca a bassa crescita che “se tutto va bene potrebbe cominciare a dare dividendi in quattro o cinque anni” e un Texas Ratio, una misura fondamentale della salute patrimoniale di una banca, del 134%, ben al di sopra della soglia limite del 100%. E dunque “Mps non è attraente” per gli investitori, a meno che questi non puntino a comprare a basso prezzo e rivendere al rialzo nel caso di un’acquisizione. Anche il francese Les Echos guarda alla debacle in borsa dopo il rimbalzo degli ultimi giorni: “il piano strategico di Monte Paschi non convince”, e sul Mps “lo scetticismo continua a regnare sui mercati”. 

Imi: Target piano ragionevoli, rischi esecuzione 
Equita, obiettivi sopra attese con taglio costi e costo credito 
Gli obiettivi del piano industriale di Mps “sono ragionevoli” anche se “i rischi di esecuzione” della complessa manovra finanziaria che il Monte sta realizzando restano “ancora alti”. E’ quanto affermano gli analisti di Banca Imi dopo la presentazione ieri del piano industriale. Secondo Banca Imi il titolo sta trattando a un multiplo di circa 0,55 volte il patrimonio netto tangibile a fronte di una media di 0,49 volte delle banche italiane (ad esclusione di quelle più in affanno, classificate ‘srep4’) a fronte di un istituto che promette un ritorno sul capitale dell’11% al 2019, “con un ammontare di crediti deteriorati simile ai competitor anche se con un mix migliore”. Gli obiettivi del piano sono sopra le stime di Equita Sim, che al 2019 si attendeva un utile di 582 milioni, a fronte degli 1,1 miliardi preventivati da Mps. Alla luce del piano Equita “ha aumentato le sue stime 2019 del 26% (utile 2019 a 739 milioni e Rote 7,5%)” grazie all’attesa di maggiori tagli di costi e a un minor costo del rischio. Il target price è stato alzato da 0,34 a 0,36 euro.(ANSA) 

Repubblica: Attestor ha 1 miliardo di bond, convertirà in azioni 
Il fondo di investimento basato a Londra Attestor Capital ha investito 1 miliardo nei bond subordinati di Monte dei Paschi e ha deciso che li convertirà in azioni. Lo riferisce la Repubblica, cui fonti vicine ad Attestor fanno sapere che l’investimento nelle obbligazioni è “di poco inferiore al miliardo di euro”. Intende convertirli e supportare nel lungo termine la banca, diventando da dicembre “socio a due cifre percentuali”, scrive il quotidiano. 

Guzzetti: Ci sono diverse strade, ma evitare l’intervento dello Stato 
Per il futuro di Mps “ci sono diverse strade. Il governo dice che non farà un intervento pubblico e io lo condivido”. Lo afferma il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, a margine della conferenza stampa per la giornata del risparmio. Quanto alle possibilità di riuscita dell’aumento di capitale “chiedete a Morelli”, dice Guzzetti. Fonte: ANSA

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