L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 4 ottobre 2016

Napolitano lavora per gli italiani o per gli stranieri?

Grillo attacca Napolitano: trascina l'Italia nel baratro
Detta legge su tutto e Renzi si limita ad eseguire



Roma, 3 ott. (askanews) - Beppe Grillo contro Giorgio Napolitano. "Napolitano - attacca il leader M5s in un post sul blog a sua firma - sta trascinando l'Italia nel baratro. Non ha nessun mandato elettorale, nessuna legittimazione popolare, eppure il bis presidente detta legge su tutto. Il premier si limita ad eseguire. La riforma costituzionale è sua e decide lui la linea che il governo deve tenere e lo ribadisce ogni giorno con tutte le sue forze".

"La legge elettorale deve essere cambiata perché lui - prosegue Grillo - ha deciso che così deve essere per impedire che il Movimento 5 Stelle vada al governo. L'economia del Paese è soffocata dai vincoli dell'Unione, dall'euro e dall'assenza di sovranità che lui ha garantito ai burocrati europei. I premier passano, Napolitano resta".

Insiste il fondatore M5s: "Lui ha messo Monti, Letta e Renzi per perseguire senza soluzione di continuità la politica di austerità che ha devastato l'Italia, togliendo al popolo la possibilità di scegliere e senza aver dato al MoVimento 5 Stelle la possibilità di governare dopo le elezioni del 2013 nonostante le avesse vinte con più di 9 milioni di voti. Ora vuol far passare la svolta autoritaria della schiforma costituzionale per spodestare definitivamente il popolo del suo potere".

"Napolitano - attacca ancora Grillo - ha la responsabilità più grande dello sfacelo attuale. Quando lo incontrai con Gianroberto ci sembrò un vecchio normale, fu un abbaglio. Se avesse un briciolo di dignità dovrebbe dimettersi dalla carica di senatore a vita e andare a dar da mangiare ai piccioni al Pincio. L'Italia è degli italiani, non di Napolitano".

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