L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 4 ottobre 2016

Opus Dei - Nella famiglia umana, dalla sua realizzazione fondamentale nell'unione matrimoniale fino alla sua dimensione universale, l'uomo si valorizza ed è libero

Prelato Opus Dei: famiglia umana al centro di università S.Croce
Inaugurato oggi l'anno accademico

Roma, 3 ott. (askanews) - Mons. Javier Echevarria, Gran Cancelliere dell'Università della Santa Croce, a Roma, e prelato dell'Opus Dei, ha aperto oggi l'anno accademico sottolineando la necessità che al centro dell'insegnamento vi sia la "famiglia umana, dalla sua realizzazione fondamentale nell'unione matrimoniale fino alla sua dimensione universale".

Mons. Echevarria è partito dall'enciclica di Paolo VI Popolorum progressio, pubblicata il 26 marzo del 1967, per sottolinearne in particolare un appello: "Se è vero che il mondo soffre per mancanza di pensiero, Noi convochiamo gli uomini di riflessione e di pensiero, cattolici, cristiani, quelli che onorano Dio, che sono assetati di assoluto, di giustizia e di verità: tutti gli uomini di buona volontà. Sull'esempio di Cristo, Noi osiamo pregarvi pressantemente: 'Cercate e troverete', aprite le vie che conducono, attraverso l'aiuto vicendevole, l'approfondimento del sapere, l'allargamento del cuore, a una vita più fraterna in una comunità umana veramente universale".

"Dalla Populorum Progressio fino a Papa Francesco, passando attraverso le parole della Caritas in Veritate, si può evidenziare un filo comune nel Magistero", ha detto il prelato dell'Opus dei, "che stimola gli uomini di scienza e di cultura ad entrare in relazione tra di loro per pensare insieme la dimensione sociale dell'essere umano e della sua perfezione, quindi del suo cammino alla felicità".

All'università, ha detto mons. Echevarria, "è necessaria una stretta collaborazione tra le diverse Facoltà, particolarmente laddove il Magistero chiede di sviluppare una visione metafisica della relazione tra le persone. Ma anche, e prima ancora, è necessaria una conoscenza reale, sapienziale, di come l'autentica comunione tra gli uomini non neghi la persona, ma piuttosto la valorizzi e la liberi. Luogo privilegiato di questa esperienza è la famiglia, che per questo deve essere sempre la prospettiva attraverso la quale si accede al compito accademico. Come un vero medico che si dedica alla ricerca lo fa sempre con lo sguardo rivolto ai malati che desidera curare — anche quando forse solo in minima parte può incontrarli direttamente —, così un professore, che voglia prendere sul serio l'appello che da Paolo VI risuona nelle parole del Magistero, deve avere sempre nel cuore la famiglia umana, dalla sua realizzazione fondamentale nell'unione matrimoniale fino alla sua dimensione universale".

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