L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 27 ottobre 2016

Nicola Gratteri - Si sta investendo molto in termini di qualità

GENERALE GOVERNALE: A BREVE ALTRI RISULTATI CONTRO ‘NDRANGHETA


Pubblicato il 27 ottobre 2016 alle 8:17

Blitz dei carabinieri del Ros e di quelli del comando provinciale di Catanzaro che, insieme con i finanzieri del Gico, hanno stroncato un traffico di droga gestito dalla ‘ndrangheta: 13 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, in esecuzione, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Gli arresti, chiesti dalla procura distrettuale antimafia di Catanzaro, giungono al termine di un’indagine avviata nel 2009 dal Ros nei confronti dei vertici della cosca Acri-Morfò di Rossano Calabro e, in particolare, del latitante Nicola Acri, arrestato dai carabinieri il 20 novembre 2010 a Bologna. Le indagini, sottolineano gli investigatori, hanno “documentato ancora una volta il ruolo centrale del sodalizio ‘ndranghetista nel panorama criminale cosentino e il suo dinamismo nel traffico di stupefacenti”. In particolare sono stati individuati in Campania e in Francia i canali di approvvigionamento della droga e la rete di distribuzione nel territorio di Rossano.

“La Calabria rappresenta il centro dello sforzo operativo compiuto anche a livello nazionale. Non siamo davanti ad una terra di serie B, perché sappiamo esattamente l’evoluzione delle cosche e la loro perniciosità”.Lo ha detto il comandante del Ros dei Carabinieri, generale Giuseppe Governale, nel corso della conferenza stampa che si e’ svolta oggi a Catanzaro per illustrare i particolari dell’operazione antidroga portata a termine contro la ‘ndrangheta di Rossano, in provincia di Cosenza.
Il generale Governale ha anche aggiunto che “a breve arriveranno altri risultati” nella lotta alla ‘ndrangheta.
Nel corso della conferenza stampa, era stato il procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, ad evidenziare l’impegno delle forze dell’ordine in tutto il distretto: “Si sta investendo molto in termini di qualità – ha spiegato Gratteri – e gli arresti di oggi sono stati anche l’occasione per un incontro che si e’ svolto nel mio ufficio alla presenza dei vertici regionali di Carabinieri e Guardia di Finanza per fare il punto su diversi aspetti”. Il procuratore ha anche espresso la propria soddisfazione per il coordinamento tra le forze dell’ordine nella lotta alla criminalità’ organizzata, cosi’ come e’ stato ribadito anche dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto.

Nessun commento:

Posta un commento