L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 26 ottobre 2016

NO alla migrazione di rimpiazzo

25 OCTOBER 2016

Ferrara dice NO all'invasione


Le foto che stiamo vedendo e le notizie sulle barricate a Gorino di Ferrara che ci giungono in queste ore, ci dicono che gli Italiani sono passati dalle proteste e lamentele verbali ai fatti. Non ne possiamo più di constatare che i soldi che non ci sono per noi, esistono eccome, per loro; che Renzi sta mettendo nella nuova manovra finanziaria il rialzo della paghetta agli immigrati e gli stanziamenti per loro. E tutto ciò, mentre ci torchiano a sangue di tasse che non vanno certamente a beneficio della cittadinanza, ma servono alla pesante emergenza del "salvare vite" (come urla demagogicamente Renzi). Che le case non esistono per gli Italiani, i quali in molti casi dormono nei garage o in auto, ma poi vengono assegnate a loro solo perché fanno figli e usano il ventre delle loro donne per occupare demograficamente il nostro paese. La devono finire di raccontare le panzane che trattasi di misure "straordinarie" destinate ad essere transitorie e una tantum. Non è vero! Dato che in questo Paese nulla è più definitivo del provvisorio.



La devono smettere di raccontare la fòla che le invasioni sono solo di transito e che gli immigrati (chiamati "profughi" e "rifugiati") devono andare nel resto dell'Europa. In quegli stati europei che giustamente non li vogliono. Perché a differenza dei nostri abusivi di Palazzo, i loro leader, per quanto screditati, hanno ancora un po' di fifa del consenso elettorale dei loro cittadini. Noi no, perché non abbiamo nemmeno più libere elezioni e la RAI è commissariata da un miserabile ciarlatano che sputazza ai microfoni a reti unificate, dalla mattina alla sera su ogni programma, senza un minimo di contraddittorio.
L'ultimo incontro sul referendum - pensate - lo farà con Ciriaco De Mita. Capito cosa fa la RAI detta "servizio pubblico"? Invece di mettere dei leader giovani come eventualmente la Meloni o anche un Salvini, invece di informare sulla prossima manifestazione per il NO a Firenze aperta a tutti, fa un bel match Renzi-De Mita. Ovvero una vecchia cariatide sulla quale è scontato l'esito del match. E' ora di dire NO a tutto ciò:



NO all'invasione a tutte le ore del giorno e della notte (specie della notte dove a ore antelucane scaricano il sui generis bottino di guerra)
NO alla riforma Renzi-Boschi-Verdini (già detta "schiforma")
NO allo ius soli per gli immigrati che deve essere abrogato e non seguire più alcun iter parlamentare
NO all'informazione blindata e commissariata della RenziRAI e del relativo canone inserito arrogantemente nella bolletta dell'elettricità
NO alla nuova manovra finanziaria con le sue farlocche regalìe come la presunta fine di Equitalia che in realtà cambierà solo etichetta per confluire nel mare magnum dell'Agenzia delle Entrate.
NO alla Ue che ci trattiene a forza in questa fogna dalla quale non riceviamo che guai quotidiani

Per il momento chiudo qui la mia lista dei NO che in realtà sarebbe assai più lunga. Ma ora è il momento di sperare che le barricate di Ferrara si moltiplichino in modo massiccio per tante altre città, paesi, villaggi, perché abbiamo il sacrosanto diritto di difenderci e di preservare la nostra civiltà. Non vogliamo che nascano in Italia fenomeni come la Giungla di Calais. O che diventi un arcipelago di hotspot (lo è già).
Il Bel Paese vuole vivere, non vuole morire. E vuole rimanere per l'appunto, bello, curato, pulito, sicuro, in grado di funzionare per noi. Come dovrebbe essere una nazione libera e sovrana.

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