L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 17 novembre 2016

Alceste - Donald Trump - La prudenza è d’obbligo. L’importante è non tifare e rimanere ai nudi fatti.

L’Hollywood-Islam chiude i battenti? [Alceste]
Posted on 14 novembre 2016


Traggo ispirazione da un articolo a firma di Maurizio Blondet dall’esplicito titolo: Obama, pulizie di fine stagione. Uccide i capi di Al-Nusra, molla Kiev …

Nella sua interezza: http://www.maurizioblondet.it/obama-pulizie-fine-stagione-uccide-capi-al-nusra-molla-kiev/

E qui un breve estratto:

“L’ha scritto il Washington Post il 10 novembre: “Alti funzionari del Dipartimento di Stato” hanno informato il giornale che Obama non poteva più permettersi di “trattare col diavolo” per esercitare una pressione militare sul presidente Bachar al-Assad”. Obama avrebbe ordinato di localizzare ed uccidere tutti i dirigenti di Al Qaeda attivi in Siria, anche con droni. E anche il WP non aveva bisogno di chissà quali fonti anonime: bastava che andasse sul sito del Dipartimento Usa del Tesoro per vedere che il detto Ministero comunicava: “Abbiamo smesso di pagare i qaedisti”. Beninteso, il linguaggio non è così esplicito, ma lo è abbastanza: “L’ufficio per il Controllo degli Attivi Esteri” (il Tesoro ha appunto un ufficio con questo nome) ha agito oggi per interrompere le operazioni militari, di reclutamento e finanziamento del Fronte Al Nusra. Specificamente il il detto ufficio ha indicato quattro leader di Al Nusra – Abdallah Muhammad Bin-Sulayman al-Muhaysini, Jamal Husayn Zayniyah, Abdul Jashari, and Ashraf Ahmad Fari al-Allak – in coordinamento col Dipartimeno di Stato, come individui responsabili di fornire al Al Nusra sostanziale sostegno finanziario e logistico, dal reclutamento di combattenti alla raccolta di fondi”.

Non sto mai a chiedermi se una notizia è vera o falsa.
La domanda che mi preme è sempre una: i dati riportati si inseriscono ragionevolmente nella struttura generale del problema?
Anche una notizia falsa o palesemente inventata può divenire indizio di una volontà generale, di un modo di essere, di una politica, di una tendenza epocale.
Per questo motivo credo che i dati riportati da Blondet (veri, falsi, più o meno attendibili) siano la spia di un cambiamento in atto nelle strategie imperiali.
Non so se Donald Trump invertirà il corso degli eventi o li piegherà a una visione razionale e meno suicida.
Quel che appare altamente probabile è che l’elezione del Tycoon (come lo chiamano amabilmente le vedove Clinton) rappresenta una frattura nella politica estera americana dall’11 settembre 2001 in poi. Almeno.
L’Enduring Freedom e i cattivacci col turbante che minacciano a colpi di Allah e teste mozzate il pacifico Occidente sono riposti frettolosamente (e temporaneamente?) in soffitta, come i burattini di Mangiafuoco.
Una squadra della pulizie si sta precipitando sul luogo del misfatto: occorre ripulire divani, tappeti e pareti del salotto dai segni dell’orgia prima che torni papà dalle vacanze di fine settimana.
I Neo-Con e i Neo-Cohen con la bava alla bocca hanno perso il controllo del joystick imperiale. La Strega di Macbeth si è dissolta come uno sbuffo di vapore malsano nell’aria infetta. Residua qualche pagliaccio di contorno: scioccherelli che manifestano per le strade, giornalisti e opinionisti in gramaglie, citrulli che cercano inopinatamente di intrumparsi nel plotone dei sostenitori del Tycoon a colpi di “come avevo da tempo previsto …”, cicalatori dell’antinazifascismo (“il Ku Klux Klan, signora mia, si rende conto?”), galline progressiste con l’eremo a Capalbio, star assoldate alla bisogna, destrorsi traditori allo sbando.
Trump che farà?
Terrà qualche prova nel cassetto per ricattare politicamente gli assassini?
Li sbugiarderà?
Si venderà?
Vedremo.
La prudenza è d’obbligo. L’importante è non tifare e rimanere ai nudi fatti.
Vedremo.
Per ora dai sommovimenti interni all’Impero si può sintetizzare questa morale.
L’Islam come minaccia dell’Occidente (terroristica, militare, culturale, demografica) è una messinscena dei Neo-Con e Neo-Cohen al potere ininterrotto dal 2001 (potere a cui sono ascesi, peraltro, con un colpo di Stato). E dei loro valletti ed esecutori sparsi in Europa e Asia.
L’Occidente e l’Islam, da tale punto di vista (e solo da questo), sono vittime di un eguale raggiro.
I Wolfowitz, i Bush, gli Obama, i Clinton, Juncker, Al-Qaeda, Merkel, Reporters sans Frontières, Al-Nusra, l’Isis, il Site, il NYT sono alcuni dei figuranti apparsi nelle sequenze di questa recita assassina che ipnotizza il mondo da almeno quindici anni.
Milioni di morti e feriti, nazioni devastate e in preda all’anarchia, la menzogna più spietata propalata e creduta quale verità: il mondo all’incontrario del diavolo e delle streghe.
Il bello è brutto e il brutto è bello.
Una recita accompagnata a latere da un pervertimento culturale senza precedenti (il politicamente corretto) per cui la vittima era il carnefice e il torturatore posava come liberatore.
È tempo di riguadagnare una distaccata razionalità: l’Occidente (fra cui è la Russia) e l’Islam contino i propri traditori e li additino al ludibrio e all’infamia (o, se ne hanno la forza, li processino per crimini contro l’umanità).
Roma, Alessandria, Atene, Damasco, Tehran, Mosul, Kiev: dai recessi dolci della storia questi puri nomi reclamano una nuova fratellanza.
Ognuno uccida chi deve uccidere per rinsaldarla.
Si rinserrino, poi, i confini, si blocchi la globalizzazione infernale, si dica no all’economia del debito e alla moneta immateriale, si chiuda l’innaturale e ignobile farsa del diritto civile usata per depotenziare l’intimo sentire dei paesi e delle nazioni.
Si riguadagni, insomma, la saggezza del buon padre di famiglia, noiosa e angusta, ma, di questi tempi, rivoluzionaria.
Se penso al costo che l’umanità ha dovuto pagare in termini di storia, giustizia, verità e dolore ai giochi di questo manipolo di illusionisti … una perdita irreparabile. Neanche la morte è pena adeguata per chi ha inscenato questo Carnevale di sangue: guitti, mentitori, psicopatici.

L’Occidente, la sua storia e tradizione (che ha la scaturigine in Europa e solo in Europa), può tramontare solo per il dispiegamento irrefrenabile della tecnica: solo questo Golem, che l’Occidente stesso cova inevitabilmente in sé, ha il potere di minare onorevolmente un’anima millenaria.
Che il declino sia opera, invece, di qualche messianico Neo-Con o Neo-Cohen è un’onta che ognuno di noi dovrebbe impegnarsi a lavare.

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