L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 novembre 2016

Eugenio Orso - Aleppo - gli ospedali pediatri si moltiplicano, i i bimbi morti anche, tutto si fa per salvare i mercenari tagliagola dell'Isis e Bergoglio si presta

Bergoglio gesuita, il finto buono, mi hai stufato! di Eugenio Orso
Posted on 18 novembre 2016


Mentre l’azione congiunta russo-siriana sta procedendo verso la piena liberazione di Aleppo e l’annichilimento delle strutture terroristiche, presenti intorno ad Aleppo e nell’Idlib, le “colombelle” che portano nel becco non il ramoscello d’ulivo, ma la “sola” dei diritti umani, tubano disperate perché si fermino i bombardamenti, non si lancino più kalibr (i cruise russi) … risparmiando i terroristi annidati nella parte centro-orientale della città e intorno ad essa affinché si riorganizzino per contrattaccare.

Costoro – le “colombelle” occidentali – fanno appello ai buoni sentimenti, all’umana pietà e ci fanno vedere con finestra oraria 24×7 foto e filmati di bimbi feriti, di genitori disperati, di vecchi sotto le bombe. Strepitano, costoro, che i bombardamenti russi colpiscono scuole, asili e ospedali, come se i russi (e i siriani e tutti gli altri liberatori di Aleppo) fossero dei coglioni totali che lasciano intatti i covi jihadisti, i comandi di al-qaeda, i depositi di munizioni, accanendosi con le bombe, sadicamente, solo sulla popolazione civile, su scolari e neonati, sui malati in degenza ospedaliera.

Le “colombelle”, come quelle che scrivono sul Fatto Quotidiano (da me ribattezzato simpaticamente il Ratto Quotidiano), giornale notoriamente filo-sionista e filo-atlantista, non mancano di farci notare che ad “Aleppo, un bambino viene estratto (orfano) dalle macerie dopo i bombardamenti. Colpito ospedale pediatrico” [http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/17/aleppo-un-bambino-viene-estratto-orfano-dalle-macerie-dopo-i-bombardamenti-colpito-ospedale-pediatrico/3201262/]. Accanto al bimbo estratto dalle macerie c’è anche il “rinforzino”, colpito ospedale pediatrico.

Non dissimili le “colombelle” democratico-liberal di Repubblica R.it, che titolano capziosamente, per le stesse identiche ragioni del Fatto, “Siria, colpito ospedale pediatrico ad Aleppo: 21 morti, anche 5 bambini”

Queste “colombelle” pacifinte, cresciute con l’abbondante e ricco becchime del servilismo nei confronti delle élite finanziarie che controllano le City e gli stati occidentali, giocano subdolamente con la vostra “bontà d’animo”, che si presume innata, con la pietà delle mamme nei confronti dei bimbi in difficoltà, con i sentimenti paterni degli uomini che hanno prole, cogliendovi nei punti deboli per indurvi a condannare Putin e la Russia, Assad e la Siria e tutti quelli che resistono, nel mondo, ai disegni neocapitalisti di dominio assoluto e di dissoluzione/frantumazione/distruzione degli stati ribelli.

Le “colombelle” se ne fregano se i terroristi di al-qaeda, che ancora qualche “obamiano” cultore della menzogna definisce ribelli moderati, sparano sulla folla ad Aleppo est che manifesta contro di loro, sgozzano come fa l’isis i fedeli di altre religioni (alawiti, cristiani, yazidi, eccetera), bambini compresi, oppure lanciano mortai e bombole di gas contro scuole, chiese, ospedali, moschee in Aleppo ovest, controllata dai governativi. Anche là, nella parte ovest della città, muoiono bambini, vecchi, malati e altri soggetti deboli. Anche là possono mancare luce ed acqua, e abbondare le macerie. La verità è che mentre l’aviazione russa e quella siriana si concentrano sulle postazioni e i centri di comando dei terroristi, questi ultimi prendono di mira indiscriminatamente i civili, per mietere il maggior numero di vittime e seminare il panico. Evidentemente, per le “colombelle” giornalistiche pacifinte, tubanti i soliti diritti umani, ci sono morti di serie A che devono suscitare pietà e indignazione e altri, così trascurabili, inutilizzabili in questo gioco di disinformazione al punto di non meritare menzione, o solo notizie fugaci senza enfasi, da relegare in serie B.

La verità è che i terroristi, che tengono in ostaggio una parte della popolazione in Aleppo est (solo una minoranza li appoggia), sono il costoso “asset” sul terreno dell’Asse del Male, costituita da Usa (democratici, obamiani, clintoniani, liberal, neocon, Wall Street), Arabia Saudita, Turchia, Israele. “Asset” armato e finanziato proprio per far collassare la Siria e frantumarla in staterelli conflittuali. Per tale motivo, i servi giornalistici e mediatici delle élite finanziarie, proni davanti alle ragioni dell’Asse del Male, starnazzano con piglio “umanitario” ogni qualvolta che la Russia passa all’offensiva, supportando il legittimo governo siriano nella liberazione del paese e di quella che era la sua città più popolosa.

Fin tanto che in questo gioco mediatico di alterazione della realtà, di autentica disinformazione e di selezione opportunistica delle notizie e delle colpe s’inseriscono molte organizzazioni non governative o, addirittura, le Nazioni Unite nelle persone di Ban Ki-moon e Staffan de Mistura, posso anche capire, perché, in fondo, si tratta di servi dello stesso padrone, ma quando si presta anche la massima autorità religiosa in occidente, cioè il papa, resto sconcertato e … indignato.

Unendosi al coro interessato del Fatto, di Repubblica, di molti altri servitori delle élite-sponsor di al-qaeda e dell’isis, Bergoglio il gesuita invoca la fine della violenza su vittime innocenti, e, guarda caso, proprio adesso che i siriani, con l’aiuto russo, sono vicini alla vittoria finale, almeno in Aleppo … Lo dice al patriarca della Chiesa Assira, una delle più colpite dalla violenza dei terroristi coccolati dall’Asse del Male, con perfetta scelta dei tempi!

Non è che Bergoglio vivacchi sulla scia delle élite finanziarie che hanno voluto la guerra in Siria e Iraq, per demolire questi due stati e rimuovere Assad? Dietro la patina di bontà che lo contraddistingue, non è che il suddetto cerchi di “accreditarsi” nei confronti di queste élite strapotenti e spietate, evitando che queste demoliscano anche Sancta Romana Ecclesia? In tal caso, la sua bontà d’animo di pastore universale sarebbe alquanto interessata. Del resto, un tentativo di demolizione di SRE c’è stato quando è esploso lo scandalo della pedofilia dagli Usa all’Europa, o meglio, si trattò di un avvertimento forte, di stampo elitista-mafioso, così riassumibile: “Chiesa, o righi dritto senza far capire ai tuoi fedeli chi sono i responsabili della scarsità di lavoro, delle insufficienze di reddito, delle ondate migratorie, delle guerre stesse, oppure noi ti demoliamo pezzo per pezzo con scandali giudiziario-mediatici!”

Bergoglio il gesuita è salito al Soglio di Pietro proprio per rifare il look a SRE, dopo lo scandalo della pedofilia nelle canoniche, nei seminari e nei vescovadi, denunciando squilibri, povertà e violenze, ma senza indicarne i responsabili, lasciando che tutti guardino il dito e trascurino la luna. Costui non deve infastidire le élite, smascherandole nel loro ruolo di guerrafondai e schiavisti e mettendogli contro i fedeli. Deve soltanto predicare, da buon pastore, genericamente contro la violenza, unendosi al coro servile mediatico di condanna della guerra – difensiva, anti-terroristica! – di Putin e Assad, della Russia e della Siria, che osano opporsi alle élite occidentali dominanti (in cui entrano a pieno titolo anche sionisti e sauditi-wahabiti).

Come ho già scritto, il vero scopo di tutto questo subdolo pietismo, di questo far leva sui vostri buoni sentimenti con immagini strazianti (i media) e parole di pace e bontà (Bergoglio) è quello di impedire l’offensiva finale russo-siriana per la definitiva liberazione di Aleppo e il collasso totale delle bande terroristiche.

Era molto meglio, come papa, l’effemminato tedesco Ratzinger/Benedetto XVI, che almeno credeva in dio e non era propenso a piegarsi ai ricatti … per questo l’hanno dimissionato a forza!

Bergoglio, pacifinto, questa volta mi hai stufato!

In Fede

Eugenio Orso

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