L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 novembre 2016

Gli ebrei, demoliscono case, rubano acqua, nessuna considerazione per questi occupanti crudeli e cinici

Pubblicato il:6 novembre 2016
IVAN MAFFEI

Israele limita l'uso dell'acqua ai palestinesi
I territori palestinesi ricevono acqua per due ore alla settimana, Israele attua l'apartheid idrico.
Israele asseta e strangola i palestinesi

La situazione in Cisgiordania è diventata disperata, nei territori palestinesi occupati da #Israele la crisi dell'acqua iniziata lo scorso giugno non trova soluzione. Alcuni villaggi della West Bank sono rimasti addirittura senz'acqua per quaranta giorni di fila. La grave carenza idrica non è dovuta a cause naturali ma all'occupazione e al controllo di Israele sulle risorse della #Palestina. Il governo di Tel Aviv attua una politica di tagli d'acqua ogni estate, ma quest'anno ha raggiunto un picco senza precedenti. Tagli alle forniture idriche di oltre il 50% iniziati a giugno, rimangono in vigore oggi, nonostante l'estate sia finita da un pezzo.

Ripartizione risorse idriche in Israele

I funzionari israeliani hanno dichiarato che le risorse idriche sono ripartite equamente in Israele e nei territori palestinesi occupati, aggiungendo che la fornitura erogata sia di 64 milioni di metri cubi d'acqua all'anno, nonostante secondo gli accordi di Oslo, la Palestina abbia diritto soltanto a 30 milioni. Tuttavia la disparità è evidente nei lussureggianti giardini, parchi e piscine degli insediamenti illegali israeliani. La differenza fondamentale è che i villaggi palestinesi in Cisgiordania non sono collegati alla rete idrica nazionale, basandosi invece sulle forniture sotterranee locali. I palestinesi che vivono in aree remote sono stati colpiti più duramente dalla crisi idrica in atto, vie di accesso poco praticabili comportano spese aggiuntive e tempi maggiori per l'approvvigionamento.

Durante l'estate i media israeliani hanno riferito che gli insediamenti ebraici illegali nella West Bank sono stati colpiti da interruzioni quotidiane di fornitura idrica, spingendo il governo israeliano a stabilire un nuovo sito di perforazione, chiamato Ariel 1, per somministrare 250 metri cubi d'acqua all'ora. Secondo i palestinesi però i pozzi devono essere trivellati dove esiste una domanda importante, e questo provvedimento non è stato sicuramente progettato per fornire l'acqua ai palestinesi. L'Autorità Palestinese chiede che siano rispettati i diritti fondamentali, un'equa distribuzione delle risorse secondo il diritto internazionale, e soprattutto la fine di una occupazione che asseta e strangola un popolo. #Medio Oriente

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