L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 novembre 2016

L'Identitarismo non è ne di destra ne di sinistra ma la normale reazione al globalismo che è fallito

Trump presidente, Chiesa: "Perché perde il sistema mediatico mondiale e italiano. Ora Renzi con Putin..."

09 novembre 2016 ore 13:34, Marta Moriconi

"Con Trump vince l'America più profonda e perde il sistema mediatico internazionale e italiano che ha propagandato le falsità della signora Clinton". E' netto e tranciante il giudizio di Giulietto Chiesaesperto di geopolitica che con Intelligonews commenta i risultati delle elezioni Usa.

La vittoria di Donald Trump è positiva o dovremo attenderci conseguenze negative?
"Ripeto ciò che ho detto sin dall'inizio, cioè che la vittoria di Donald Trump è meglio di quella della signora Clinton. Considero la nuova situazione sicuramente migliore rispetto alla precedente"

La vittoria di Trump facilita il dialogo con Mosca? C'è anche il contributo di Putin dietro questo risultato?

"Credo che fra Trump e Putin non vi sia assolutamente nulla. So soltanto che abbiamo assistito ad una campagna mediatica scandalosa, con i media internazionali e italiani che hanno ripetuto a pappagallo le ridicole accuse che venivano dalla signora Clinton. L'informazione in questi mesi è stata falsificata. La vittoria della signora Clinton era auspicata dalla stragrande maggioranza dei benpensanti italiani e quindi tutto ciò che proveniva dalla candidata Dem era spacciata come verità indiscutibile. Putin e Trump non hanno né dialogato, né parlato. Dire che Trump è amico di Putin serviva per far leva sull'opinione pubblica americana e internazionale e far credere che il candidato repubblicano fosse in combutta con quello che la Clinton considera il sanguinario dittatore russo. Tutto falso, una campagna denigratoria indecente, come falsi sono stati i sondaggi che davano vincitrice la Clinton" 

Però lo scandalo delle email sembra abbia penalizzato fortemente la Clinton e molti vedono dietro a ciò la mano dei russi

"Ma chi ha detto che dietro c’erano i russi? Non c’è una sola prova di questo. Hanno costruito la falsa immagine di Trump amico di Putin. Poi quella di Putin grande regista dello scandalo delle email a tavolino. L’America dovrebbe guardare se stessa invece che all'esterno. La storia delle email è una storia tutta interna agli Usa, la Russia o altri non c'entrano per niente". 

Il direttore di Intelligonews Fabio Torriero nel suo editoriale parla di vittoria del popolo contro le lobby. E' così? 

"Si, sono convinto che Donald Trump abbia fatto emergere un’America profonda, ostile al proprio establishment e l’America che emerge da questo voto è completamente differente da quella che ci si immagina in Occidente".

Pensa che il voto Usa potrà avere ripercussioni anche in Italia sull'esito del referendum costituzionale e sul futuro del Governo Renzi?

"Non sono in grado di fare previsioni. Dico soltanto che se a Renzi, come più volte sostenuto in passato, non piacciono le sanzioni alla Russia, è arrivato per lui il momento propizio per far capire al nuovo presidente che quelle sanzioni vanno cancellate nell'interesse di tutti, Italia in testa. Sarebbe da parte sua un atto di grande intelligenza politica e diplomatica". 

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