L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 6 novembre 2016

Monte dei Paschi di Siena - Attualmente il gruppo vale in Borsa meno di 620 milioni di euro, può chiedere un aumento di capitali di 5 miliardi?

Mps, Falciai verso la presidenza
Il via libera dei grandi soci


Manager, azionista con l’1,8%, è già membro del board. L’elezione all’assemblea del 24 novembre, quella sull’aumento. Sostituirà Tononi. Il nodo del piano di salvataggio

di Fausta Chiesa Fabrizio Massaro

Rocca Salimbeni, sede di Mps

Alessandro Falciai sarà il nuovo presidente di Mps. Sul nome dell’imprenditore, già membro del board, presidente del Comitato nomine e azionista della banca con l’1,8% circa, è confluito il consenso dei grandi soci Fondazione (1,5%), Tesoro (4%) e Axa (3,17%). La candidatura è stata ufficializzata dalla Fondazione Mps e Falciai dovrebbe essere eletto presidente all’assemblea del 24 novembre, nella quale i soci dovranno approvare anche l’aumento di capitale da 5 miliardi di euro necessari al terzo salvataggio della banca. Prenderà il posto di Massimo Tononi, che ha presentato le dimissioni un mese fa subito dopo l’uscita di scena dell’amministratore delegato Fabrizio Viola, in polemica con le modalità della sostituzione con Marco Morelli.

Un consenso guadagnato sul campo

Nei giorni scorsi erano stati sondati i consiglieri Roberto Isolani (non disponibile per i suoi incarichi in Bsi) e Antonio Turicchi, il quale scontava il fatto di essere un dirigente del Tesoro. Anche Falciai non si era dato inizialmente disponibile, ma attorno a sé ha coagulato il consenso dei soci e dei consiglieri. Un consenso che si è guadagnato sul campo da presidente del Comitato nomine. Fra le altre partite delicate, è stato Falciai a gestire anche i rapporti con la Bce e quando si è trattato di trovare il sostituto di Viola.

Il roadshow tra gli investitori

Intanto prosegue l’attività di Marco Morelli nella ricerca di investitori. Nel primo roadshow, l’amministratore delegato avrebbe riscontrato un interesse potenziale da parte di alcuni fondi sovrani del Golfo Persico, in particolare Qia del Qatar. Ma molti altri investitori - come ha rivelato la stessa banca nella relazione per l’assemblea - hanno posticipato ogni decisione a dopo il referendum del 4 dicembre. Sul mercato le incertezze relative al successo della ricapitalizzazione hanno provocato nell’ultima settimana un nuovo crollo del titolo: solo venerdì 4 novembre ha perso un altro 9,17% a 21 centesimi per azione. Attualmente il gruppo vale in Borsa meno di 620 milioni di euro.

Il passaggio in Consob

In settimana Morelli riprenderà il roadshow in direzione Londra, Singapore e Hong Kong, ma prima (è cioè domani) andrà a Roma in Consob, che vuole chiarimenti su cosa sia successo con il progetto di salvataggio proposto - e poi ritirato - da Corrado Passera. Sempre dalla relazione all’assemblea è emersa una nuova ispezione della Bce, che è iniziata a maggio e finirà a dicembre. L’obiettivo è quello di verificare la qualità del portafogli crediti. Domani, intanto, scade il termine ultimo per presentare le offerte vincolanti per la piattaforma Juliet, che gestirà crediti deteriorati. In «pole position» ci sono i gruppi Cerved e DoBank-Italfondiario.

5 novembre 2016 (modifica il 6 novembre 2016 | 12:18)

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