L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 novembre 2016

Monte dei Paschi di Siena - I cavalli bianchi, forse, vengono dal Qatar. Nel frattempo un titolo volatile in preda della speculazione piena

Mps, il salvataggio parla arabo?

Il titolo riprende fiato sulle voci di un via libera all'investimento del Qatar. Ma volatilità resta alle stelle

Leo Parri
lunedì 7 novembre 2016 13:57




Torna a salire Mps che ha toccato quota 0,23 euro (+11%) per una capitalizzazione di 640 milioni di euro. Il titolo nell'ultima settimana, all'indomani della presentazione del piano di salvataggio, ha perso il 40% circa del proprio valore. La volatilità è comunque alle stelle: a metà seduta sono stati trattati 100 milioni di titoli rispetto ai 78 milioni trattati in media in una giornata. 

Mps, d'altro canto, non è certo un titolo per deboli di cuore, ma, soprattutto in questo momento, è pura speculazione. Da una lato i dubbi relativi all'esito del piano di salvataggio sono numerosi e pesanti (ed è sempre avere ben chiaro in mente che l'alternativa è il bail in), dall'altro ogni singola indiscrezione relativa a un interesse di un fondo piuttosto che di un altro è in grado di lanciare il titolo (che presenta una capitalizzazione piuttosto modesta, rispetto ad altri gruppi bancari e, peraltro, al suo stesso patrimonio) nell'iper uranio. 

Stamattina a ridare ossigeno a Mps sono state delle indiscrezioni rispetto a una risposta favorevole alla richiesta di soccorso in arrivo da Qia, il fondo sovrano del Qatar. I rumors nascono dal roadshow sul piano di salvataggio condotto dall'amministratore delegato Marco Morelli e dalle banche consulenti dell'operazione (Mediobanca e JP Morgan) che, dopo New York, ha fatto recentemente tappa in Medio Oriente. Non c'è nessuna firma, ma per Rocca Slaimbnei basta una scintilla a innescare l'incendio di Borsa. Qia starebbe valutando la sottoscrizione di una tranche dell'aumento, divenendo quindi anchor investor, ovvero socio di riferimento, di Rocca Salimbeni. La risposta è attesa entro due settimane e, d'altronde, l'assemblea fissata per deliberare tutte le diverse fasi del piano di salvataggio (aumento di capitale fino a 5 miliardi, cessione di 27,7 miliardi di non performing loans e conversione delle obbligazioni su cui non si sono dettagli) è fissata per il 24 novembre e la ricapitalizzazione dovrebbe avvenire entro fine anno, all'indomani del referendum costituzionale. 

Nel frattempo il presidente dell'Abi Antonio Patuelli ha parlato di un "corto circuito" delle regole di vigilanza basate sugli stress test come motivi alla base della situazione difficile di Rocca Salimbeni che, a sua volta, potrebbe innescare un problema sistemico per tutte le banche italiane. "Dicono che bisogna fare gli stress test ma che i risultati non sono vincolanti, poi quando escono c'è il cortocircuito. Ma che meccanismo è? In Italia si rimette in discussione anche la Costituzione sarà mai possibile che quando arriva una normativa europea debba essere la tavola di Mosè?" ha sostenuto Patuelli sottolineando in ultimo come l'attuale socio di riferimento del Monte sia il Tesoro (con il 4% del capitale) "istituzione autorevolissima che può interloquire con chiunque". 

Nel fine settimana infine la Fondazione Mps (oggi socia all'1,8% dell'omonima banca) ha candidato Alessandro Falciai alla presidenza di Rocca Salimbeni. A settembre infatti si sono Fabrizio Viola, dalla poltrona di amministratore delegato, dove oggi siede Marco Morelli e Massimo Tononi dalla presidenza. La Fondazione peraltro non ha ancora preso alcuna decisone ufficiale sulla ricapitalizzazione.

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