L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 novembre 2016

'Ndrangheta è ben radicata a Milano

Seregno ‘Ndrangheta: preso il “boss invisibile”

By Simona Calvi -
novembre 19, 2016


Arrestato a Seregno Paolo De Luca, 46enne ritenuto vicino alla famiglia Stagno

Seregno ‘Ndrangheta: preso il “boss invisibile”. Si definiva così, al telefono, Paolo De Luca, 46enne di Seregno arrestato dai carabinieri in seguito ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.


Seregno ‘Ndrangheta: Le accuse

Associazione di tipo mafioso, detenzione di armi da guerra e clandestine, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Queste le accuse a vario titolo per i tre arrestati nell’operazione eseguita dai militari del Comando provinciale di Milano. In manette, oltre a De Luca, anche un altro uomo, Alessandro Colacitti, 34enne residente sempre a Seregno e la madre di quest’ultimo, una 70enne originaria della Provincia di Catanzaro. È proprio da quest’ultima che ha preso le mosse l’indagine.


Seregno ‘Ndrangheta: L’indagine

Tutto risale allo scorso marzo, quando i militari della Compagnia di Seregno avevano eseguito un sequestro di armi nell’appartamento della 70enne. Nella casa era stato rinvenuto un vero arsenale. Fucili e pistole. Tutte perfettamente funzionanti.

Seregno ‘Ndrangheta: L’arsenale

Nel dettaglio i militari avevano trovato due AK47, una mitraglietta di tipo Skorpion con silenziatore, due pistole semiautomatiche di cui una con matricola abrasa, un fucile a pompa e centinaia di munizioni di vario calibro oltre ad un rudimentale ordigno esplosivo. Sia la donna che il figlio 34enne, entrambi incensurati, erano stati arrestati per detenzione illegale di armi da guerra e armi clandestine. Il figlio era finito in carcere, mentre la 70enne ai domiciliari.


Seregno ‘Ndrangheta: I legami

L’associazione mafiosa è stata contestata al solo De Luca. Secondo gli investigatori della Dda, quest’ultimo apparterrebbe alla cosca guidata da Antonio Stagno e radicata a Giussano e Seregno. Il nome di De Luca non era nuovo agli inquirenti già ai tempi dell’inchiesta “Infinito”. Sempre secondo i magistrati della Dda, De Luca svolgeva anche funzione di “ambasciatore” in Calabria presso le famiglie ed era uomo “a disposizione” della famiglia dei Mancuso di Limbadi per la custodia di droga e armi.

Nessun commento:

Posta un commento