L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 novembre 2016

'Ndrangheta - niente è un caso - la Regione Calabria non presentandosi come parte civile da l'idea che sia collusa con la mafia

‘NDRANGHETA, PROCESSO KYTERION: LA REGIONE NON PRESENTA LE CONCLUSIONI, NIENTE RISARCIMENTO



DI BRUNO PALERMO
• NOVEMBRE 7, 2016

Niente risarcimento danni alla Regione Calabria nell’ambito del processo Kyterion contro la cosca Grande Aracri di Cutro. Lo scorso 4 novembre il Gup distrettuale di Catanzaro Carlo Saverio Ferraro ha pronunciato la sentenza nella quale venivano condannati, tra gli altri, il boss Nicolino Grande Aracri a 30 anni e il fratello Ernesto a 24. In tutto 25 condannati per quasi due secoli di carcere. Nella stessa sentenza il giudice disponeva il risarcimento danni in solido per 25 mila euro alla costituita parte civile Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie. Risarcimento che, inoltre, dovrà essere quantificato in sede civile. Nel dispositivo nessuna traccia, invece, del risarcimento danni per la Regione Calabria e la ragione è una soltanto. I legali della Regione non hanno presentato nell’udienza finale le conclusioni (scritte o orali) per come previsto dal comma 2 dell’articolo 82 del codice di procedura penale, ovvero: “La costituzione si intende revocata se la parte civile non presenta le conclusioni a norma dell’articolo 523”. Dimenticanza o negligenza? Certo la Regione Calabria potrà comunque intervenire nel procedimento civile per richiedere il risarcimento danni, ma non aver presenziato e presentato le conclusioni (nelle quali in genere si quantifica il danno) non è un bel segnale. Libera e Regione Calabria, tra l’altro, erano state ammesse come parti civili nell’udienza dello scorso 18 febbraio dopo un duro scontro con i difensori degli imputati. Quando un ente pubblico, in questo caso la Regione, si costituisce parte civile in un processo di ‘ndrangheta lo fa perché ritiene che il territorio abbia subito un danno, e non solo economico, in questo caso dalla consorteria criminale. Il fatto di non aver presentato le conclusioni e, quindi, essere stata esclusa dal risarcimento in sede penale, deve per forza di cose trovare una forte motivazione, altrimenti ci troveremmo davanti ad un fatto grave, gravissimo. La costituzione di parte civile per le istituzioni resta uno degli strumenti più validi ed efficaci per la lotta alle mafie, la restituzione di quanto depredato dalla criminalità ai territori e un segnale eticamente molto forte verso la cittadinanza. Però occorre andare fino in fondo.

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